Pulp
Immaginatevi un detective annoiato, metteteci un po' dei soliti intrighi della letteratura hard-boiled e noir: otterrete un ottimo 'libro da comodino', ideale per addormentarsi la sera. Bene, niente di tutto ciò. Bukowski dedica questo romanzo alla cattiva scrittura, peccato ne risulti invece un'opera geniale. Più scarno e tagliente di quanto non ci abbia mostrato negli anni precedenti, il vecchio Buk intinge la penna nel calamaio del pulp - come ricorda il titolo stesso - correggendo però le tinte del genere secondo una scala cromatica personale. Astenendosi dal macabro e dal raccapricciante, l'autore regala al lettore pagine volgari e sottilmente ironiche, leggere e riflessive al tempo stesso. La mano sembra essere consapevole che non le resta più molto da scrivere, ma tenta, per un'ultima volta, di rintrarre lo scempio della società americana poco prima che la Signora Morte, uscendo dalle pagine, non vada a cercarlo per le vie periferiche di Los Angeles.
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