Almeno 5

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voto

Nelle scritture sacre c’è l’esperienza di Dio. Gli apostoli lo guardano, lo sfiorano, assaggiano la sua carne durante l’ultima cena, ne godono il profumo, ma sopra ogni cosa, ne ascoltano il verbo. Vista, tatto, gusto, olfatto, udito. Almeno cinque i sensi di cui possiamo servirci per fare esperienza del divino. Non sono metafore, non sono simboli, sono fatti. E sono tutti riportati nelle scritture sacre. Secoli di teologia ci hanno insegnato che la divinità non ha manifestazioni fisiche, e che, se si accenna a queste, è solo per “facilitare” il lettore nella comprensione della scrittura. Erri De Luca nell’interpretare l’Antico Testamento invece è perentorio: “La scrittura sacra va presa prima di tutto alla lettera”. Perché la scrittura sacra non è letteratura, non concede al lettore facili antropomorfismi per immedesimarsi in essa. E da scrittore di letteratura traccia un personale percorso di riavvicinamento alla parola di Dio, effettivamente molto più interessante e straordinaria partendo da queste premesse...

Ad accompagnare lo scrittore napoletano in questo percorso di interpretazione della parola sacra è Gennaro Matino, professore di Teologia a Napoli. La sua rilettura dei Vangeli attraverso i 5 sensi dell’uomo è più prevedibile, forse perché è più “ecumenicamente” assimilato il materiale degli apostoli. Forse perché, da uomo di chiesa qual è, più forti sono i tracciati entro i quali sente di dover camminare. Un libro “critico” per la Varia di Feltrinelli, che può trovare una collocazione solo alla luce delle ultime produzioni di Erri De Luca, ma che al di fuori di queste resta come “staccato”, sospeso, una specie di frammento di discorso di cui si sono perse le fila e di cui si fa fatica a comprendere i perché, alla fine del quale resta comunque il desiderio di rileggere al più presto “la parola di Erri”. 

 

Leggi l'intervista a Erri De Luca

 

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