Musica per i nostri occhi

Musica per i nostri occhi
Il 2 aprile 1984 nasceva Videomusic. La prima emittente televisiva a trasmettere 24 ore su 24 clip, interviste, concerti. Musica, insomma. Tre anni prima, negli Stati Uniti, era stata la volta di MTV: un fenomeno dopo il quale il mercato e il consumo musicale non sarebbe potuto rimanere uguale a prima. I meno esperti non avrebbero dubbi: una storia del videoclip musicale dovrebbe partire proprio da qui. Niente di più sbagliato. Perché le radici del videoclip affondano in un passato ben più lontano: e questo possente libro di quasi 900 pagine ne è la documentazione più completa...
Lo sforzo di Domenico Leggeri, autore televisivo, saggista e critico cinematografico, è ambizioso: sistematizzare una volta per tutte la storia del videoclip musicale per permettere a chiunque di farsi la propria idea, assicurando il lettore che, qualunque essa sia, “sarà quella giusta”. Diviso in più parti, il monumentale libro si apre con una premessa “storica” per spazzare via il campo dai luoghi comuni più obsoleti (no, il primo videoclip musicale non è "Bohemian Rhapsody" dei Queen ma, se proprio dobbiamo essere precisi, è “Minnie the Moocher” di Cab Calloway, anno 1932, regia di Dave Fleischer), per poi procedere su un doppio binario, monografico e cronologico, per permettere al lettore di fruire del libro in due modalità: consultazione enciclopedica o romanzo musicale. Troveremo quindi la videografia dei più importanti registi di videoclip, un capitolo espressamente dedicato alla produzione underground indipendente e poi, a partire dal 1981 - anno per anno - una panoramica completa su questo straordinario mezzo comunicativo audiovisivo, terra privilegiata di contaminazione e sperimentazione.

 

 

 
 
 
 
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