The walking dead - Il lungo cammino
In un'America infestata da zombi affamati di carne umana, il poliziotto Rick Grimes e un gruppo di sopravvissuti vagano in cerca di un posto sicuro dove stabilirsi per ricominciare una vita in qualche modo normale, ma il cibo scarseggia e i dintorni di Atlanta sono segnati da una profonda devastazione. Natale è alle porte, e il gelo sembra rallentare i morti viventi, ma questo non li rende certo un pericolo meno letale. Anche le tensioni interne al gruppo non aiutano certo a vivere con serenità una situazione già di per sé drammatica: Shane, ex collega di Rick, è morto in circostanze tragiche, e Lori, moglie di Rick, aspetta un bimbo proprio da Shane. Dopo qualche giorno di cammino, il gruppo di sopravvissuti si imbatte in una famiglia di fuggitivi costituita dal massiccio nero Tyresee, dalla figlia adolescente e dal ragazzo di lei. I tre si uniscono a Rick e ai suoi, ma sembrano nascondere un passato non troppo chiaro...
Secondo appuntamento italiano per The walking dead, la serie a fumetti che ha saputo portare la narrativa 'zombiesca' a profondità inedite. In questo volume sono raccolti i numeri dal 7 al 12, nei quali le matite passano a Charlie Adlard, disegnatore noto in Italia per il suo lavoro sulle serie a fumetti di X-Files e Mars Attacks e per alcuni episodi di Green Lantern-Green Arrow. Il suo è un tratto sporco, tutto giocato su un chiaroscuro dinamico ed espressivo perfetto per ritrarre con forza emozioni intense, umanissime debolezze, sofferenze profonde. Abbastanza per non rimpiangere Tony Moore, la superstar dei primi numeri della serie, che ora si limita a curare solo le copertine. Il tentativo dello sceneggiatore Robert Kirkman, si sa, è davvero ambizioso: dare profondità ai personaggi e credibilità agli intrecci restando nell'ambito di un plot orrorifico ormai divenuto classico, quasi archetipico, quello dell'umanità spazzata via da orde di zombi. Il metodo Kirkman - che ha fruttato alla serie una candidatura nel 2004 al Premio Eisner e una vittoria nel 2006 al Premio Eagle - consiste nell'innervare la storia di robuste sottotrame soap (il che dona una piacevole tridimensionalità ai personaggi, lontani anni luce dal solito piattume dei prodotti di genere) e di lavorare su tempi lunghi (cosa pressoché inedita per le storie di zombi a fumetti, tradizionalmente brevi e dagli schemi più o meno fissi). Il risultato? Una storia commovente, avvincente, spaventosa, in grado di avvicinare al tema dei morti viventi anche pubblici solitamente allergici a larve e cadaveri cannibali come quello femminile o quello dei fans snob del fumetto d'autore.
Difficile da trovare in libreria? Compralo on-line, è facile!

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