Sturmtruppen

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Seconda Guerra Mondiale. I soldati tedeschi al fronte vivono una quotidianità grottesca, al limite del surreale. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere: ufficiali capaci soltanto di vuota retorica e pronti a rimangiarsi tutto all'occorrenza, fanti caduti in battaglia che da sottoterra fanno a gara su chi ha avuto la morte più gloriosa, reclute sull'orlo di un crisi di nervi che durante i turni di sentinella sparano a qualsiasi cosa si muova, camerati compresi, pause di risate a crepapelle finte imposte dal sergente per 'risollevare il morale' delle truppe, bionde prostitute che si fanno pagare 30 marchi dai soldatini per due frasi d'amore, plotoni d'esecuzione che nelle giornate di nebbia non vedono i condannati da fucilare, membri dei commandos pentiti che simulano di essere gay per essere riformati e ottengono solo di far innamorare un loro superiore... altQuattro volumi a fumetti (questo è il primo) - con vignette rimasterizzate dalle tavole originali e restituite allo splendore originario - e una miniserie tv a cartoni animati per festeggiare il 40esimo anniversario del debutto della striscia di Franco Bonvicini detto Bonvi, avvenuto nell'ottobre 1968 sul quotidiano romano Paese Sera (l'anno seguente anche L'Ora di Palermo prese a pubblicare le sgangherate avventure dei marmittoni della Wermacht, che furono appannaggio della mitica Editoriale Corno per tutti i '70, e dopo il fallimento dell’azienda di Luciano Secchi hanno peregrinato da Re.Vi. a Gene Vincent, per chiudere presso la Franco Cosimo Panini al momento della prematura scomparsa di Bonvi, nel 1995). Un omaggio doveroso per un fumetto protagonista di un travogente successo editoriale anche a distanza di decenni, come provano le cifre record ottenmute in edicola dal settimanale Panorama quando nel 2006 mise in vendita in allegato i volumi di Sturmtruppen e la popolarità dei personaggi anche presso il pubblico digiuno di fumetti, ‘nonostante’ le due riduzioni cinematografiche di scarso livello (1976 e 1982, entrambe by Salvatore Samperi). Il segreto di Sturmtruppen? L’amara ironia, il cinismo caricaturale che fa da perfetto antidoto alla retorica sulla disciplina dei soldati tedeschi (e sul valore militare in generale), ma anche alla demonizzazione di una loro presunta disumanità a prescindere, e la dissonanza stridente tra ambientazioni (trincee, massacri, torture, esecuzioni, suicidi, campi di sterminio) e tono ilare. E su tutto, la spassosissima trovata della sillaba 'en' aggiunta in coda a quasi tutte le parole, entrata di fatto nel linguaggio comune. Un classichen.

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