Il prete scozzese

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Il casone degli Zoppi è una delle abitazioni più grandi posta lungo il litorale adriatico tra Senigallia e Ancona, in prossimità della Rocca Priora. Gino con la moglie Giuseppina e le figlie Amelia e Maria, rispettivamente di dodici e otto anni, ne occupano, assieme agli anziani genitori Nicola ed Elisa, la parte sud. Fausto con la moglie Lucia ed il figlio Lisandro di tre anni il lato nord. Siamo nel luglio del 1845. Il nutrito nucleo familiare vive dei magri proventi della pesca, del lavoro dei campi e della raccolta del letame prodotto dai cavalli di passaggio. Padre Thomas, un prete scozzese dal portamento austero e gentile, sulla quarantina, alto con capelli dorati ed occhi azzurri, in attesa di imbarcarsi ad Ancona per rientrare a casa, chiede di poter soggiornare alcuni giorni da loro per godere degli effetti salubri dell’aria di mare. I suoi modi garbati non mancano di conquistare la simpatia di tutti e in particolare quella di Maria, il cui destino resterà profondamente segnato dal fugace ma intenso passaggio di quell’uomo e dalla sua preziosa testimonianza...
Carlo Brunelli, facendo leva su quella felice commistione che nasce dal raccontare la piccola storia dentro la Storia grande, ci consegna un libro che nasce dall’intreccio fra le memorie di famiglia e la storia di un microcosmo rurale ma non arcadico. Costruendo, in forma di romanzo, un affresco storico in cui si può leggere tutto ciò che costituiva il fondamento della società dell’epoca. E nel farlo ci rende tutta la magia e la sacralità di una terra che ama con la passione dell’amante, con il sentore del disposto armonico di un tempo e di un luogo. Il prete scozzese presenta caratteristiche che rendono il testo particolare, tra cui un’accorta contaminazione di termini dialettali che ne impreziosisce il racconto. I protagonisti, tutti diversi e felicemente abbozzati, sono presentati con grande verità psicologica sia nei risvolti umani che nella loro caratterizzazione sociale. Personaggio centrale è Maria, intensa figura femminile, animata dal desiderio di una piena immersione nella totalità della vita. Mentre quella di Padre Thomas sembra dirci che si può scrivere un romanzo partendo da un luogo, perché questo è lo strano del mondo: un uomo muore, ma l’ambiente e le persone che ha visto conservano qualcosa di lui. Un’opera prima di sicuro valore che si divora in poco tempo e lascia un gradevole sapore di cose buone, genuine e gustose.