Monkey business - Viaggio verso Occidente

Versione adatta alla stampaSend to friendPDF version Share this
voto
Monkey business - Viaggio verso Occidente

In un tempo lontano, su un'isola sperduta, emerse dal terreno una grande pietra magica. Frantumatasi in mille pezzi, portò alla luce un uovo dal quale uscì fuori uno scimmiotto, che in breve tempo verrà acclamato Re dal Popolo delle Scimmie. La sua grande sete di conoscenza lo spingerà in seguito a lasciare il suo popolo per dirigersi verso le Terre d'Occidente e cercare di apprendere le arti magiche e il segreto della vita eterna...
Trasposizione a fumetti del celebre romanzo cinese Viaggio in Occidente (pubblicato anonimo nel 1590 ma tradizionalmente attribuito a Wu Cheng'en) ad opera di Gianluca Maconi, premiato come Miglior disegnatore a Torino Comics 2004 e salito agli onori di critica e pubblico con Il delitto Pasolini, edito da Becco Giallo. Il romanzo è considerato uno dei quattro grandi classici della letteratura cinese e vede protagonista uno scimmiotto dai magici poteri, alle cui gesta si sono ispirati grandi nomi del fumetto mondiale: da Osamu Tezuka (sua la serie anime “Monkey” del 1967, passata in tv anche da noi nei primi anni '80) a Milo Manara (Lo scimmiotto apparso nel '76 su Alterlinus), allo Starzinger di Leiji Matsumoto fino ad arrivare al celeberrimo Dragon Ball (in versione manga e anime) di Akira Toriyama. Purtroppo in Italia il romanzo originario è sempre stato pubblicato in maniera lacunosa, anche se di recente il traduttore Serafino Balduzzi ne ha resa disponibile una versione integrale sul web. Il volume in questione è solamente il primo di una serie dedicata alle avventure del magico scimmiotto, dato che l'intento di Maconi (e dell'editore Lavieri) è quello di riproporre l'intera storia rimanendo il più aderenti possibile al testo originario. Operazione che, se il buongiorno si vede dal mattino, appare perfettamente riuscita grazie agli accattivanti disegni dell'autore e alla sua bravura nell'attualizzare le situazioni comico-satiriche del romanzo originario e nell'alleggerire quelle parti che sarebbero potute risultare più ostiche per il lettore contemporaneo.