Le ceneri del Kontenitore – centro sociale occupato e autogestito – sono ancora fumanti, il Corriere della Sera racconta di uno squatter morto, mentre la sua compagna è in fin di vita. Potrebbe la polizia, da sempre ostile agli ambienti sinistroidi, prendere seriamente le indagini? No, meglio affidare il caso a Cristiano Camporosso, poliziotto inconcludente per antonomasia. Ad aiutarlo a fare luce sui fatti una combriccola di tutto rispetto: il Gatto, post-punk e anarchico ancora impegnato ad appuntare spille da balia sul petto mentre l’anagrafe segna trent’anni; il Brucia, energumeno tutta pancia e amore per il wrestling dalle lodevoli doti culinarie; e infine il Pugile, stazza da traslocatore e carattere duro come i mattoni delle torri di Bruzzano. La lista dei sospettati parla da sè: zinghi, maruja, naziskin, pulotti, cinghios, china, padroni e – non ultimo – el blanco, ombra misteriosa e furtiva, “Intellighenzia” da killer…
Scanzonato, consumato, trasudato, sperimentale, Milano è un’arma si fa amare dalle giurie letterarie portandosi a casa il Premio Belgioioso 2008. La critica di nicchia composta da blogger, radio libere e quotidiani on-line vocifera sia un piccolo capolavoro della letteratura alternativa. Il pubblico applaude e fa salire le quotazioni del romanzetto che s'aggiudica così una seconda ristampa e arriva a tirare 2.000 copie. Non molto, direte voi, ma giudicando che alle spalle del testo non vi è un colosso editoriale bensì la piccola anzi neonata Eclissi editrice – casa milanese, come l'opera e il suo autore – possiamo dire che il progetto è ben riuscito. Consigli per il successo? Stile impudente e sperimentale, un genere letterario in cui odio e violenza cadano a pennello e – non ultima – una metropoli folle a fare da sfondo.

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