Avalon

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Avalon

Circondata da paludi, avvolta da nebbie spesso impenetrabili, solcata da due strane sorgenti – l’una bianca come il latte, l’altra rossa come il sangue – e con al centro una maestosa collina, l’isola di Avalon (l’attuale Glastonbury), per la sua mistica atmosfera, divenne un centro spirituale di grande importanza già per le più antiche popolazioni della Britannia. Santuario, punto di collegamento tra i cieli e l’oltretomba, a lungo l’Isola di Vetro e i suoi abitanti – sacerdoti e sacerdotesse – custodirono misteri oggi perduti. L’arrivo del cristianesimo significò per Avalon una sorta di epurazione dalle scorie pagane, e la riscrittura del suo passato: i druidi furono “declassati” a semplici monaci, la sorgente rossa e quella bianca furono collegate al sangue e al sudore di Cristo, e così via. Ma sotto la vernice “politicamente corretta” di quella storia cristianizzata è possibile leggere un’altra storia, e trovare tracce di una spiritualità diversa, antica, magica...

Ed è questo quel che si propone di fare Nicholas R. Mann, storico e antropologo, nel suo dettagliato e minuzioso lavoro, che a partire dalla concretezza del paesaggio di Glastonbury cerca i segni della sua inestinguibile forza spirituale e del suo “trasversale” misticismo.