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480 avanti Cristo. Un'armata di 300 guerrieri spartani scelti guidati dal loro re Leonida marcia verso la battaglia. Sotto il sole cocente, senza pause, senza pietà. Chi vacilla, come il giovane Stelios, viene picchiato selvaggiamente, e la sua debolezza è una vergogna che tutti gli altri compagni pagano col digiuno. A notte fonda, prima di abbandonare le membra che urlano dal dolore ad un breve sonno ristoratore, i guerrieri si siedono attorno al fuoco e raccontano per l'ennesima volta la storia di un bambino che deve affrontare un severo rito d'iniziazione: solo, armato esclusivamente di un bastone, alla mercé delle bestie feroci e dell'inverno, viene abbandonato in montagna; qui, grazie alla sua intelligenza, riesce ad uccidere un lupo feroce. Quel bambino di più di 40 anni prima è il re Leonida, celebre per il suo indomabile coraggio e per il suo temperamento. Un temperamento che però circa un anno fa forse lo ha fatto agire avventatamente. Una delegazione dell'Impero Persiano si era recata in udienza da lui per chiedere tributi e terre agli spartani, pena l'invasione. Per tutta risposta, al grido di "Questa è Sparta!" Leonida e i suoi avevano massacrato i messaggeri. E ora l'imperatore persiano Serse sta muovendo verso la Grecia in forze, con un esercito immenso, di centinaia di migliaia di uomini. Gli oracoli - corrotti dai Persiani - hanno dissuaso Leonida dal muovere guerra in agosto, durante la sacra festività di Carneia, ma Leonida, consapevole che il tempo stringe e la fine di Sparta si avvicina, ha mobilitato la sua guardia personale ed è partito verso la costa, a marce forzate. Ma cosa potrà fare uno sparuto manipolo di 300 spartani contro le armate persiane? alt
Torna in fumetteria e libreria, sull'onda del successo planetario del film di Zack Snyder, l'edizione prestige (soprattutto nel prezzo, davvero spropositato) del fumetto con cui Frank Miller racconta la celeberrima battaglia delle Termopili, uno degli episodi di eroismo e coraggio più alti della storia umana. Originariamente pubblicata in 5 albi distinti targati Dark Horse, tutti rigorosamente sold-out, la storia è diventata immediatamente un classico ed è perciò stata raccolta in hardcover sin dal 1999. Miller applica il suo proverbiale senso della dinamica ad una sequenza di battaglia memorabile, interminabile, che arriva dopo splash-page pittoriche e pagine più introspettive, perfette per portare il pathos a livelli parossistici, fino al drammatico finale. In primo piano la figura di Leonida, che pur consapevole di portare al macello centinaia di giovani spartani e lui stesso, non vuole cedere al nemico e alla sua arroganza. A nessun costo. Non sono mancate all'epoca della pubblicazione della graphic-novel accuse di fascismo a Miller (il re Serse appare abbastanza inspiegabilmente come un effemminato africano coperto di piercing, il traditore Efialte è un handicappato scartato dall'esercito spartano), ma è pur vero che la forte esaltazione del militarismo che percorre tutta l'opera è del tutto necessaria e funzionale al carattere dei personaggi, all'ambiente culturale in cui si svolge la storia e al succedersi degli eventi che Erodoto ci ha tramandato. Una curiosità: numerose le sequenze riprese pari pari nel film, a riprova della forza espressiva e della capacità di raccontare il movimento dell'arte di Miller, ma anche di un benvenuto, inatteso, insolito rispetto da parte dei cineasti hollywoodiani. Era ora.