...E venne chiamata due cuori
Questo libro è la testimonianza (solo in parte autobiografica), raccontata con semplicità e immediatezza, di un viaggio intrapreso nell’entroterra australiano accanto ad una tribù che aveva sentito il grido di aiuto di Marlo, la Mutante ritenuta degna di partecipare al cammino intrapreso attraverso l’Outback. In questo cammino Marlo Morgan impara e ci insegna un modo nuovo di considerare il tempo e la bellezza, all’interno di un gruppo di uomini che non festeggia come un evento il tempo che passa (tutti diventiamo più vecchi, che bravura è richiesta per questo?), ma bensì il diventare migliore, e solo il diretto interessato sa quando questo avviene, e solo allora comunica al resto della tribù, con la quale festeggia l’avvenimento, il nuovo nome scelto per sé. E con questo spirito la tribù affronta le necessità e i mutamenti, accettando anche ciò che non condivide e che non capisce. Alla fine di questo cammino saranno gli aborigeni a dare un nuovo nome alla loro compagna di viaggio: “Due Cuori”. Un racconto senza fronzoli, col solo scopo di ricondurre il lettore a quelle priorità perse ormai da tempo, raccolte e sintetizzate alla perfezione in una profezia, riportata subito dopo la dedica, degli indiani Cree: “Solo dopo che l’ultimo albero sarà abbattuto. Solo dopo che l’ultimo fiume sarà stato avvelenato. Solo dopo che l’ultimo pesce sarà stato catturato. Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia”.
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