Superba è la notte
Chi conosce la vicenda umana e personale di Alda Merini saprà – come ricorda Ambrogio Borsari nel breve ma intenso saggio introduttivo – che siamo in presenza di una poetessa sbattuta ai margini del destino e miracolosamente restituita alla centralità. Ma soprattutto saprà che la poesia ha avuto da sempre il ruolo di una compagna indivisibile nella sua esistenza. La sua poesia è prima di tutto coerenza con le proprie viscere, esperienza vivente e vitale, necessità. Poesia generata nel silenzio di spazi reclusi, di chi ha ascoltato fino in fondo la tragicità della propria solitudine, e che ora s’insinua graffiante nel muto incombere della notte, nell’ordine banale dell’esistere, tra l’ironia debole dei più, invocando una nicchia, uno spiraglio di riconciliazione. Per questa ragione la poesia costituisce per Alda Merini un atto di resistenza a cui non potrà mai rinunciare.
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