Le botteghe color cannella

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Le botteghe color cannella

L'infanzia di un ragazzo, alter ego dell'autore, travolto dalla visionarietà del padre Jakob nella città polacca di Drohobycz: un 'piccolo mondo antico' popolato da leggende, miti e personaggi che si fondono con l'esperienza del giovane. Le sartine sensuali, le stoffe e i drappi della bottega, la morbosa Via dei Coccodrilli, gli uccelli esotici colorati, la domestica Adele, la ragazza idiota Tłuja e molte altre comparse che costituiscono un universo intimo al di fuori del tempo, un ritorno onirico ai sogni e alle presenze dell'età perduta, una metamorfosi continua che richiama le storie di Kafka. Ma non solo: un tunnel oscuro e nel contempo paradossale che trasforma la quotidianità in mito in un sanatorio popolato di morti (nella seconda raccolta "Il sanatorio all’insegna della Clessidra") o in un paese che accoglie con euforia l'imminente fine del mondo (ne "La cometa"). Il volume - che raccoglie gran parte dei saggi, delle lettere, dei racconti e dei disegni di Bruno Schulz - ci fa scoprire un autore dimenticato dal mainstream e la sua estetica costruita sullo stupore e sulla meraviglioso indotto dall'infanzia. La lingua dell'autore polacco è un laboratorio che si trasforma ad ogni pagina, un caleidoscopio di sensazioni che bruciano e che lo consegnano con il conterraneo Gombrowicz alla storia della letteratura mitteleuropea di sempre. Se i piccoli 'quadri da un'esposizione' possono essere in qualche modo arricchiti di suggestioni, ci pensa poi lo stesso Schulz con i suoi disegni nello spettrale "Libro idolatrico". Una rivincita postuma per un classico passato inosservato, ucciso per mano di un ufficiale della Gestapo e sepolto in una fossa comune. L'autore ha influenzato tra gli altri il maestro del teatro contemporaneo Tadeusz Cantor nella costruzione della sua opera più famosa ("La classe morta"). Il libro è curato impeccabilmente dalle note e dalla bella postfazione di Francesco M. Cataluccio.