Il viaggiatore

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due
Il viaggiatore
Matthias Bamberg è uno scrittore molto noto. Vive a Berlino insieme a sua moglie Anita, valente traduttrice forse un po’ schiacciata dall’ingombrante carriera del marito. La donna tossisce nervosa, si schiarisce la voce in modo meccanico, Matthias per la prima volta lo nota e da qual momento qualcosa nella sua percezione del mondo cambia. Bamberg deve consegnare all’editore le prime pagine del suo nuovo romanzo, attesissimo dal pubblico che lo osanna e lo segue qualunque cosa faccia. Ama scrivere stando nel suo studio e prima di accingersi a lavorare alla sua nuova opera rimane ipnotizzato dall’immagine che scorge fuori dalla sua finestra: del fumo esce in continuazione da una ciminiera e sale disperdendosi nel cielo dopo aver giocato col vento. Quell’immagine si fissa nella sua mente senza più uscirne, tanto che non riesce a buttare giù niente di diverso da descrizioni dedicate al fumo che serpeggia nell’aria. Quello che può sembrare un capriccio d’artista ben presto diventa il primo di tanti sintomi ai quali lo scrittore sarà costretto a dare la dovuta attenzione. Nell’ufficio al piano di sopra intanto, nel cuore della notte, un inquietante rumore di mobili spostati non riesce a farlo dormire. impedendogli il riposo e obbligandolo a porsi delle domande...
Il viaggiatore è un breve romanzo sul senso delle cose, una storia apparentemente semplice incastrata nella quotidianità. Poco importa se il protagonista è uno scrittore e se il lavoro in cui eccelle è raccontare storie, le domande che si pone sono le stesse di chiunque, le paure le medesime. Perché adesso il protagonista nota cose mai viste? Ode rumori mai sentiti? Perché sua moglie si schiarisce la voce e per quale ragione al piano di sopra di notte qualcuno sposta i mobili? In questo libro è forte l’eco della scrittura teatrale tanto cara a Lange, autore poliedrico, (sue sia opere teatrali, che saggi, romanzi e novelle) trama perfetta per un atto unico sospeso in una dimensione onirica adattissima ad una pièce. Un romanzo breve, intenso e che fa pensare, in bilico tra realtà e finzione, tra pensiero e paure, tra tangibile e intangibile, tra dubbi e certezze. Una storia che soffre forse dell’eclettismo dell’autore definito dalla critica "il più sorprendente degli autori tedeschi".