Castelli di rabbia

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due
Castelli di rabbia
Jun e Dean Rail vivono a Quinnipak, città immaginaria in qualche angolo dell’Europa dell’Ottocento. Vicino alla grande casa in cui abitano, sorge una fabbrica di vetro, di loro proprietà, nella quale lavora Andersson, un vecchio ed esperto amico. Il sig. Rail ha l’abitudine di partire per lunghi viaggi durante i quali fa perdere le proprie tracce, annunciando il proprio rientro con l’invio di un misterioso pacco alla moglie. Ed è infatti solo quando riceve questa scatola colorata che Jun apprende che il marito sta tornando, anche se questa volta Dean porta con sé una 'sorpresa speciale', un meraviglioso bambino avuto da una bellissima donna di colore. Nella stessa città vivono Pehnt, un fanciullo abbandonato dalla madre quando ancora era in fasce, la signora Abegg, una vedova di buon cuore che lo ha allevato e Pekish, inventore dell’umanofono, curioso strumento musicale simile ad un organo nel quale le persone sostituiscono le canne e cantano una sola – la propria – nota. Ma a Quinnipak prendono forma soprattutto i sogni, come la ferrovia con la quale il signor Rail vuole raggiungere il mare o il Cristal Palace, imponente edificio costruito interamente in vetro. A Quinnipak si crea la musica, si imprigionano i suoni, si rompono le bocce di cristallo delle passioni, senza le quali non si corrono rischi nella negazione delle emozioni…
Scritto nel 1991, Castelli di rabbia segna l’esordio di Alessandro Baricco. Lo stile inconfondibile dell’autore interpreta con un lessico ricercato immagini favolose che descrivono luoghi, personaggi emozioni in una concentrazione crescente di intelligenti metafore. Il romanzo scorre tra fotogrammi che richiamano la struttura cinematografica, componendo una colonna sonora delicata e originale per culminare nell’incontro di due bande musicali che intersecano le loro melodie nel centro della città. Baricco è un narratore - lui stesso ama definirsi tale - e in Castelli di Rabbia inventa fantasie linguistiche con le quali filosofeggia sulla lettura, sul destino, sul progresso, sugli errori che non sono tali se significano vita… Il romanzo vinse nell’anno di uscita, premi prestigiosi come il Premio Campiello ed è stato successivamente tradotto in varie lingue.