Oudeis - Libro secondo
In un deserto senza vita e martellato da un enorme sole rosso, a Oudeis appare una figura incappucciata, una sorta di ologramma che cerca di comunicare con lui a gesti, scrive sulla sabbia la parola ACA e infine svanisce. Il sole rosso si rivela essere la pupilla dell'occhio del bizarro clown Ego, poi il buio. Oudeis si sveglia in un letto a baldacchino, in una stanza a lui sconosciuta: era solo un sogno la visione del deserto? Non fa in tempo nemmeno a capirlo che nella sua stanza entra una inquietante cameriera dallo sguardo vuoto che gli dà il benvenuto a Eea in nome di una fantomatica Direttrice. L'edificio in cui il nostro eroe si trova è una sorta di albergo di lusso un po' demodè, affollato di ospiti eleganti e cerimoniosi che però a Oudeis sembrano tutti mostri, e la Direttrice è una sventola in abitino supersexy che non nasconde da subito la ferma volontà di sedurrlo. Cosa che avviene la sera stessa, ma durante l'amplesso Oudeis capisce di essere finito nelle grinfie di una creatura non umana...
Secondo capitolo - a distanza di quattro anni - per la rilettura della vicenda di Ulisse in salsa cyberpunk ideata e disegnata da Carmine Di Giandomenico, il disegnatore di Teramo già stella dell'underground fumettistico italiano e ormai presenza fissa sugli albi Marvel. E' l'occasione giusta per dipanare la trama e giungere a una soluzione narrativa plausibile (impresa a volte non facile né tantomeno felice nei fumetti giocati molto sull'effetto surreale o sulla visionarietà): Di Giandomenico provvede con un colpo di scena che non sveliamo sull'identità del protagonista e con un finale pirotecnico nel quale - a colpi di esplosioni, scontri con divinità virtuali e mitragliate di gergo informatico - l'autore fa letteralmente a pezzi la struttura classica del fumetto e ci inebria di splash-page elettrizzanti, zeppe di effetti sonori e coloratissime. Come accadeva nel primo capitolo della saga, il fumetto è preceduto dai versi piacevoli anche se un po' troppo roboanti di Fabrizio Tavernelli.
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