Un amore all'inferno

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due
Un amore all'inferno
Autostrada Firenze-Bologna, all'altezza di Barberino di Mugello, Hotel dei Medici. In una notte piovosa del novembre 2004 un giornalista incontra una donna di nome Francesca. E' inquieta, quasi disperata, sicura di essere pedinata. Il giornalista le offre il suo aiuto, la sua compagnia. Durante la serata, Francesca lentamente si apre e racconta la sua storia. E' la vedova di Francesco Narducci, il trentaseienne gastroenterologo umbro trovato morto nel lago Trasimeno nel 1985. La morte del giovane e brillante medico è tuttora avvolta dal mistero, e molti indizi la collegano al caso del cosiddetto Mostro di Firenze. Il killer delle coppiette era proprio Narducci? O l'uomo faceva parte di una setta esoterica che commissionava a Pietro Pacciani e ai suoi 'compagni di merende' orribili feticci provenienti da corpi umani? Francesca nega tutto, e dà la sua versione dei fatti: la versione di una moglie innamorata di un uomo apparentemente perfetto. Ma mentre il dialogo tra la donna e il giornalista va avanti, una inquetante verità sembra fare capolino dai ricordi...
La strada che ha scelto Diego Cugia è una strada poco battuta, lontana dal centro affollato, una strada tutta sua. La strada di un giornalismo d'inchiesta giocato sull'emozione, sul confronto, sull'allergia ai luoghi comuni e ai compromessi. Anche la sua inchiesta sui delitti che hanno insanguinato la Toscana qualche anno fa è condotta in modo del tutto personale: un drammatico dialogo in forma di racconto con una delle figure-chiave della vicenda. Uibrante, teso, a tratti aspro, gonfio di rimpianti e rancori come la vita di una donna che non sa più a chi ha regalato la sua giovinezza. Dietro alla pioggia che sferza l'autostrada, un'Italia nera e sanguinaria che occhieggia nel buio. E fa una paura fottuta.