ANIMAls 1

ANIMAls 1

ANIMAls è fumetti, è storie, è la vita e niente altro: un periodico mensile di fumetti, in edicola (più o meno reperibile) da maggio. Dal lettering del titolo si capisce come abbia a che fare con l’ANIMA, anche animale, e con la vita. È fatto di racconti, di vita attraverso immagini: fumetti di GIPI, Bacilieri, Mannelli, Toffolo, David B, Vives, Makkox ... Proprio a Gipi spetta l’onore della copertina di questo primo numero, ma anche lo spazio di un racconto interno, il primo che incontriamo: Il cacciatore di cuori. Fumetti ma non solo, anche appunti e racconti, come quello su (a cura di Alessio Lega) e di (L’uomo che uccise Liberty Valance) Michele Mari, dove le illustrazioni, centellinate (di Marco Corona), accompagnano nel luogo del racconto, dialogando con esso. Poi quadri, quelli di Mattotti, a Venezia, lezioni di un maestro: per “capire in profondità la struttura della città” e per Scavare nell’acqua con la sensibilità diversa di matite, china o pennelli, perché, con le parole di Mattotti: “La spontaneità del pennello e della china è stata essenziale: significava mettersi a servizio di quel che vedevo. Con la matita rielabori, così invece accetti tutto”. Poi (l’ordine è solo quello scelto nella rivista) Davide Toffolo con un assaggio di quello che sarà Come Rubare un Magnus: una storia ispirata alla vita del grande maestro Roberto Raviola, detto Magnus, che ben incarnava quello che, stando alle premesse di questo primo numero, vuole essere lo spirito del giornale e per dirla con Magnus: “Per fare fumetti bisogna imparare a scrivere con il compasso e a disegnare con il vocabolario”. E tanto altro in 96/98 pagine: un appuntamento mensile da non perdere...

C’è un elemento che accomuna le firme che compongono questo primo numero: la narrazione è chiara, di qualità e si sforza di essere accessibile a più, fuori dai codici molto rimasticati del fumetto. “La scrittura di sole parole non è nemica del fumetto”, si legge nell’editoriale di apertura della direttrice Laura Scarpa e sfogliando il giornale si capisce cosa si voglia dire. Lo si capisce dalle parole, dai segni, dal formato della rivista, ma anche dalla carta su cui segni e parole poggiano. “Carta e formato, per niente patinato, sono sicuramente due cose che saltano all’occhio e possono dare fastidio”, ha detto Laura Scarpa, ma restituiscono a pieno l’ideale di chiarezza, leggibilità e accessibilità che connota il giornale. ANIMAls non si rivolge alla casta, dei “fumettari”, non è per pochi eletti, dunque non può essere costosissimo. Si capisce che vuole arrivare a molti, si capisce anche che punta a molti, ma come ci sia un’idea comune, o meglio una sensibilità comune. Nulla che ha a che fare in modo specifico con un progetto politico o sociale, ma, in momento come questo, serve e mira a quello; cerca di farlo con uno sguardo diverso e un codice comune, condivisibile, non solo attraverso il (di)segno, sulla vita guardata attraverso l’ANIMA(ls).

Leggi l'intervista a Laura Scarpa, direttrice di ANIMAls



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