Q
Chi è Luther Blisset? Il nome dell'autore è in realtà uno pseudonimo che, a cavallo tra gli anni '80 e '90, iniziò ad essere usato per firmare una serie di azioni dimostrative e di protesta contro multinazionali e mass media. In Italia il fenomeno ha portato a non poche iniziative. Il romanzo Q è una di queste. Dietro allo pseuodomino si celano in realtà quattro scrittori (oggi noti come il collettivo Wu Ming), da sempre attivi nel dibattito politico e culturale italiano, che hanno fatto del copyleft e del concetto di opera aperta la loro bandiera. Q è il loro primo romanzo, e a dieci anni dalla sua uscita è già considerato un classico della letteratura italiana. Un libro dal gusto antico e moderno allo stesso tempo, capace di mescolare una narrazione dal respiro epico (molti personaggi, intreccio complicato, tantissime ambientazioni spaziali e temporali, personaggi storici realmente esistiti e personaggi inventati) a una prosa ultramoderna. Il romanzo, infatti, abbraccia un periodo di ben trent'anni, raccontati attraverso gli occhi del protagonista e del suo antagonista, l'enigmatico e misterioso Q. Quegli episodi che in un manuale di storia verrebbero raccontati in poche e coincise righe vengono narrate come un thriller: linguaggio colloquiale, ritmi veloci, dialoghi e battute serrate. Niente passato remoto, tutto è raccontato al tempo presente. Gli orrori, le paure, i contadini morti di fame, i soprusi dei vescovi sono qui e ora. Dietro alla ricostruzione storica, accuratissima, è possibile scorgere rimandi al tempo presente: un mondo governato dalle banche, lo strapotere della chiesa e dei potenti, l'eterna lotta dei poveri contro i ricchi, l'inquisizione e il controllo dell'informazione. Vi ricorda niente?
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