Martedì dopo l'autunno

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Martedì dopo l'autunno

Un anziano ex pregiudicato conduce una vita solitaria e appartata da quando la moglie Christine è deceduta, dopo essere stata investita da un automobilista pirata mai identificato. Il suo ex compagno di detenzione Terenzio Maugeri, anch’egli immigrato italiano in Germania, è stato invece abbandonato dalla consorte polacca, che se n'è andata a vivere con un uomo facoltoso che le consente di scorazzare a bordo di una Porsche Carrera. Per sottrarsi ai languori di una  vecchiaia che ha l’amaro retrogusto della sconfitta, i due decidono di mettere in atto un colpo milionario a spese della più importante banca di Francoforte. Il piano prevede di raggiungere la camera blindata dell’istituto di credito attraversando, a bordo di due gommoni, le condotte fognarie. Quindi abbattere una sottile parete di cemento nel punto preciso in cui, nel lontano 1958 il padre di Terenzio – all’epoca muratore dell’impresa edificatrice – costruì, all’insaputa di tutti, una sorta di finestra murata, per potervi un giorno eventualmente accedere in maniera agevole e senza far scattare alcun allarme. Un’operazione pianificata nei minimi particolari e condotta in porto in maniera ineccepibile, che se accende nella fantasia degli inquirenti le ipotesi più improbabili, non manca tuttavia di gettare sul collo di entrambi il fiato di un passato destinato inaspettatamente a ritornare… 
Il racconto lungo e dettagliato dell’esecuzione del furto alla banca occupa certo una componente non secondaria del libro. Ma ben presto il lettore scoprirà che l’interesse precipuo dell’autore non è orientato a sostenere l’enfasi di un crescendo narrativo, quanto piuttosto a perlustrare vaste zone d’affetti e d’ombre, attraverso un percorso a ritroso nel tempo che scava dentro la vita dei due anziani protagonisti con spietata precisione. Non a caso Vincenzo Iacoponi – nato a Civitavecchia nel 1934 ed immigrato in Germania dal 1971 - concepisce un testo a metà strada tra il noir ed il romanzo psicologico che, pur nell’immediatezza di una scrittura cinematografica, si lascia apprezzare prevalentemente per l’acuta caratterizzazione dei personaggi. Ma anche per l’abile rievocazione di traumi dolorosi e verità inconfessabili, che giacciono sepolte sotto le macerie del tempo, lasciando che esse continuino a premere, pagina dopo pagina, alla ricerca di un finale espiatorio. Una caleidoscopica frammentarietà che lo scrittore assembla in una trama tutta giocata sul doppio binario di un presente, che trasuda disincanto e risentimento, e di un passato intricato e raccapricciante. Dove sinistri barlumi, provenienti dalla lontana Sicilia, sfumano di continuo nei toni crepuscolari di Francoforte, generando l’alchimia di una narrazione appassionante.