L'angelo custode
Robert Crais è amatissimo dal pubblico devoto al thriller, altrimenti non sarebbe riuscito a sfornare dodici capitoli tradotti in oltre quaranta Paesi – in poco più di venti anni – legati a doppio filo alla figura di Elvis Cole, il classico investigatore privato tutto d’un pezzo con una predilezione per le donne carine in difficoltà, convinto di essere il miglior investigatore del mondo. E probabilmente, date le situazioni ai confini della realtà in cui si viene a trovare in ogni storia, il suo passato in Vietnam e l’abilità con le arti marziali, lo è. La novità di questo undicesimo capitolo, a cui è poi seguito il più recente Attraverso il fuoco, è il passaggio di testimone (limitatamente a L’angelo custode, beninteso) del ruolo di protagonista a John Pike, generalmente braccio destro di Cole, leggermente in secondo piano rispetto all’ormai consolidato main character. Il lettore ha così modo di approfondire la sua conoscenza, di entrare in confidenza con la sua personalità e di farsi affascinare dai suoi modi onesti, sicuri e dal suo aspetto presumibilmente parecchio affascinante. Crais, che oltre ad essere uno scrittore è anche sceneggiatore di film e serie tv, ha già visto uno dei suoi romanzi – L’ostaggio – finire sul grande schermo con attore protagonista Bruce Willis. Inutile dirvi che Raymond Chandler è il suo punto di riferimento da quando ha quindici anni, sebbene si definisca influenzato e ammirato da autori come Hammett, Hemingway e Steinbeck.
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