The ritual
Le conseguenze di un trauma cranico, riportato in seguito ad un grave incidente stradale, hanno sconvolto l’esistenza di Claudia Giuliani, procurandole numerosi disturbi e compromettendole alcune funzionalità essenziali. Trent’anni, collaboratrice del mensile “Cucina Oggi”, la giovane donna da sei mesi è preda di una fastidiosa forma d’insonnia, che tenta inutilmente di debellare ricorrendo alle cure della psicologa. Ma soprattutto non riesce più a proferire parole in forma compiuta ed è costretta ad esprimersi attraverso la scrittura. Inoltre la sua immaginazione è visitata spesso da strane premonizioni mortali. Come quella che precede il rinvenimento, in un parco del quartiere Monteverde di Roma, del cadavere di una donna dall’apparente età di trentacinque anni, inginocchiata, con le gambe legate da un foulard di seta rossa e la gola squarciata. Si tratta della posizione che normalmente assumevano le donne giapponesi nel rituale suicida. In questo caso, tuttavia, il mancato ritrovamento dello strumento impiegato per recidere la giugulare induce gli inquirenti a pensare che si tratti piuttosto di un omicidio, perpetrato peraltro in maniera feroce e volutamente spettacolare. Il commissario Tiepoli è convinto, inoltre, che Claudia gli stia nascondendo qualcosa…
Collaudata la vena giallista con il precedete libro The Instinct, Gioia Hooper torna in libreria con questo nuovo thriller, in cui il mistero si svolge attorno ad una imprevista e strana visione, di cui la protagonista principale ha percezione con un mese di anticipo rispetto all’omicidio. Questo fenomeno sollecita la curiosità di Claudia nel dare un volto all’assassino, tanto quanto la determinazione degli organi inquirenti. Le intuizioni dell’una, le congetture degli altri, uniti all’ambiguo atteggiamento dei personaggi di volta in volta sospettati e che ruotano attorno alla vicenda, promettono lo scioglimento del delicato enigma. Due aspetti meritano di essere colti. Il primo riguarda la felice caratterizzazione dell’identità dei personaggi, sostenuta da una scrittura più attenta ai risvolti psicologici che non alle dinamiche investigative e capace di scoprire il velo delle più inspiegabili ambiguità che agitano l’animo umano. In secondo luogo la promettente vena narrativa di una nuova autrice che si affaccia sulla scena del noir calandosi agevolmente nell’atmosfera turbolenta e alienante delle realtà metropolitane, e individuando le condizioni precise in cui il pericoloso sedimentarsi di nevrosi e ossessioni sfocia nei comportamenti più atroci.

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