Una giovane donna, Morven Callar, naufragata con il suo traghetto nei pressi dell’isola di Mull, raggiunge la costa scozzese a nuoto portando con sé in salvo una bambina. Giunta sulla terraferma la donna comincia una lunga peregrinazione alla ricerca di uno strano albergo, il Dome Hotel, noto alle coppiette in luna di miele e gestito da un losco personaggio. Prima di giungere a destinazione, Morven si imbatte in bizzarri figuri: un Investigatore Aereo alla caccia della verità su alcuni relitti scomparsi misteriosamente un decennio prima, l’Argonauta, l’Avvocato del Diavolo che si interessa alla vita dei santi, il cuoco Macbeth, il DJ Cormorano, ciascuno occupato a vivere in un proprio mondo che pare avere nulla o poco a che fare con la vita reale. Ciò che li accomuna è la volontà di ritrovarsi tutti al grande rave del millennio…
La ragazza nell’acqua, secondo romanzo di Alan Warner, ripropone una avventura di Morven Callar (già nota protagonista di Ragazza selvaggia (rave girl) la cui storia, una sorta di fantasy postmoderno, ha un intreccio non sempre facile da seguire. Né così immediato è il filo conduttore che lega i personaggi: caricature eccentriche (talvolta inverosimili e grottesche) che vogliono essere rappresentazione delle tante ossessioni che inquinano e rompono l’equilibrio dei pensieri e dell’intimità più profonda. La prosa di Warner è una pittura autentica, a volte poetica ma più spesso sagace, delle umane follie: un misto di disperazione e bizzarria che va dallo scontro con la silenziosa indifferenza dei personaggi che si ruotano attorno in una inconcludente vagare senza quasi nemmeno vedersi, alle involuzioni dell’essere, alle amare delusioni che facilmente trascendono in stati depressivi dal difficile e faticoso ritorno. Il romanzo è uno specchio di una società alla deriva che muove e si muove per la sola ragione di andare verso un qualcosa di indefinito, comunque accettabile qualunque esso sia perché l’essere dentro qualcosa – il mondo, il rapporto umano, la conoscenza – non ha un reale obiettivo. Un romanzo da ‘scandagliare’ per trovare nelle sue profondità il senso di esistenze, (forse) solo apparentemente, sconclusionate.

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