Diario di un'adultera
Non ci si lasci ingannare dal titolo dell’ultimo romanzo di Curt Leviant, poiché sebbene nel romanzo esista un côté erotico - un po’ licenzioso per il ménage à trois, qualche scena di sesso e frasi sboccacciate - non è certo l'eros il fulcro del romanzo, che parte invece dal rapporto tra Aviva e Guido per arrivare a descrivere un duplice tradimento. Il primo, il più superficiale, è senz’altro quello carnale (una donna, l’amante di lei e l’amico di lui che si impone tra i due nella veste di medico e allievo) ed il secondo, più profondo, è il venire meno ai valori dell’amicizia e della morale che segnano maggiormente i protagonisti e le loro vicende. Guido è il personaggio forse meno riuscito, misterioso, volutamente indefinito nei contorni della sua personalità che si contrappone a Charlie, sempre un po’ nell’ombra eppure più dentro e coinvolto nell’intreccio narrativo. Aviva, per metà femme fatale e per metà donna vagheggiata e rifuggente, diventa oggetto del desiderio di due uomini, il palio di una sorta di torneo cavalleresco dove ci si fronteggia non sempre ad armi pari. Peccato però che di nobile nei due cavalieri non vi sia nulla poiché l’amore o gli amori nascono, si alimentano e si distruggono per volontà o causa di un misto di finzione e realtà, fra sentimenti, parole e sogni alla mercé del primo arrivato. Una curiosità: per chi vuole saperne di più una sorta di appendice di un centinaio di pagine con voci rigorosamente in ordine alfabetico chiude il romanzo e prova a saziare l’insaputo sull’erotismo (in tutte le sue sfere) e gli annessi e connessi.
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