Diario di un'adultera

Versione adatta alla stampaSend to friendPDF version Share this
due
Diario di un'adultera
Guido Veneziano-Tedesco giunge alla scuola ebraica di Brooklyn per soli ragazzi a settembre del quarto anno e fin da subito viene preso di mira dai compagni per la sua origine italiana e il nome così dissonante dai loro, per la buffa parlata inglese con accento straniero e per il suo strabismo. Solo Charlie, per il carattere schivo che lo fa sentire in posizione di inferiorità, rimane estraneo ai contenziosi e avvicina il nuovo arrivato dando inizio ad una intensa amicizia. Trascorsi quarant’anni da quel primo incontro, i due si ritrovano a una cena di classe: Guido è diventato un fotografo con una passione spiccata per (tutte) le donne e Charlie un timido psicologo. Quando Guido racconta della sua relazione clandestina con Aviva, una seducente violoncellista, Charlie - stuzzicato nel suo immaginario - decide di conoscere la donna, la quale, ignara del legame che unisce i due uomini, diventa paziente di Charlie. Il coinvolgimento tra le tre vite è dunque inevitabile e con risvolti del tutto inaspettati…
Non ci si lasci ingannare dal titolo dell’ultimo romanzo di Curt Leviant, poiché sebbene nel romanzo esista un côté erotico - un po’ licenzioso per il ménage à trois, qualche scena di sesso e frasi sboccacciate - non è certo l'eros il fulcro del romanzo, che parte invece dal rapporto tra Aviva e Guido per arrivare a descrivere un duplice tradimento. Il primo, il più superficiale, è senz’altro quello carnale (una donna, l’amante di lei e l’amico di lui che si impone tra i due nella veste di medico e allievo) ed il secondo, più profondo, è il venire meno ai valori dell’amicizia e della morale che segnano maggiormente i protagonisti e le loro vicende. Guido è il personaggio forse meno riuscito, misterioso, volutamente indefinito nei contorni della sua personalità che si contrappone a Charlie, sempre un po’ nell’ombra eppure più dentro e coinvolto nell’intreccio narrativo. Aviva, per metà femme fatale e per metà donna vagheggiata e rifuggente, diventa oggetto del desiderio di due uomini, il palio di una sorta di torneo cavalleresco dove ci si fronteggia non sempre ad armi pari. Peccato però che di nobile nei due cavalieri non vi sia nulla poiché l’amore o gli amori nascono, si alimentano e si distruggono per volontà o causa di un misto di finzione e realtà, fra sentimenti, parole e sogni alla mercé del primo arrivato. Una curiosità: per chi vuole saperne di più una sorta di appendice di un centinaio di pagine con voci rigorosamente in ordine alfabetico chiude il romanzo e prova a saziare l’insaputo sull’erotismo (in tutte le sue sfere) e gli annessi e connessi.