Tropico del Cancro
Il primo stupendo romanzo autobiografico dell’americano Henry Miller (1890-1981) è stato pubblicato prima in Francia nel 1934 e negli Stati Uniti solo nel 1961 per motivi di censura: in Italia è stato tradotto dal grande Luciano Bianciardi ed è il gemello parallelo di Tropico del Capricorno, in cui lo scrittore rievoca la propria infanzia newyorchese. Con uno stile schietto e diretto Miller scrive un libro apparentemente senza trama ma denso di piccole circostanze che accadono ai molti personaggi (emigrati, artisti, puttane) che frequenta il protagonista, avvenimenti quotidiani intervallati da interessanti opinioni su intellettuali come Papini e artisti come Matisse, in una Parigi surreale e meravigliosa. L’accusa di pornografia che lo ha colpito è stata una condanna anche per quella letteratura che non ha alcuna retorica romantica, né decadente, né futurista, e dimostra piuttosto bene la volontà di nascondere agli americani – che allora avevano ancora un certo mito dell’Europa – le condizioni reali di una metropoli come Parigi nel 1928, poco prima della grande crisi che avrebbe travolto la loro economia e molti dei loro sogni.
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