Dentro sono meglio

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Dentro sono meglio

1988. Monchio, paesino di campagna tra i dirupi dell’Appennino modenese, è il classico comune che vede raddoppiare i suoi abitanti durante l’estate a causa della larga fetta di vacanzieri che scegli di trovare un po’ di pace lontano dal caos che caratterizza le città. Diego, come ogni anno, è ospite della nonna e si appresta a trascorrere le serate in compagnia della comitiva di amici che puntualmente si raduna per il periodo estivo. Quest’anno Stefano ha portato con sé da Milano la cugina Chiara con l’amica Laura, entrambe molto carine; così Giulia e Claudia, ragazze storiche del gruppo, s’accendo d’invidia e, a ben vedere, hanno tutte le ragioni del caso, dato che Matteo, Diego, Alessandro, Luca e tutta la comitiva non fanno che sbavare dietro alle due milanesi. Insomma, sembra quasi una di quelle storie mocciane, sinché la sparizione di una donna e l’omicidio del marito non versano un po’ di tinta nera tra fatti in prevalenze adolescenziali…
Passo falso forse per l’editore milanese Eclissi che ci ha abituati a buone storie noir ambientate nella metropoli lombarda. Nel caso di Dentro sono meglio, al di là della collocazione geografica della vicenda, sono molti gli elementi che lasciano perplesso il lettore: in questa miriade di giovinastri impegnati tra cotte e risse, nessuno - tranne forse il protagonista Diego - trova sufficiente spazio narrativo che delinei le caratteristiche del personaggio, tanto che molti appaiono come figure appena abbozzate e di contorno. Lo stile adottato da Bedini, per quanto risulti scorrevole, certamente si sposa meglio con il genere rosa, tutt’altra roba rispetto al noir: la miscela non è dunque delle migliori. A colpire, purtroppo in senso negativo, sono inoltre stereotipi letterari che farciscono l’opera, eccone uno a titolo esemplificativo: “Quel ragazzetto si doveva ritenere doppiamente fortunato: quel giorno, infatti, il sole non era sorto per la vendetta, ma per il perdono.” Forse dopo un po’ di bricolage a tinte nere e rosa un pizzico di western serviva a completare il quadro…