Altman racconta Altman
Robert Altman, prima di diventare il famoso regista di cui tutti almeno una volta abbiamo apprezzato il genio creativo, è stato molte altre cose: fattorino, tatuatore di cani, scrittore. Ha iniziato realizzando brevi filmati aziendali, per poi dedicarsi con successo alla televisione ed al cinema. Testardo, sognatore, anticonformista. Bizzoso quanto basta, a detta dei collaboratori. Istintivo, con una attenzione maniacale per la recitazione corale (non a caso, è stato proprio lui a brevettare il mixer a 8 tracce per una miglior qualità del suono nelle scene collettive), capace di stravolgere l’intero copione durante le riprese, mandando attori e sceneggiatori su tutte le furie. Amante di Fellini e Bergman, affascinato dai personaggi femminili, viene spesso paragonato ad un compositore di musica jazz, che partendo da riff classici, crea variazioni musicali originali e magiche. Scene indimenticabili come quelle di "M.A.S.H.", "Nashville", "America Oggi"...
Idea nata nel corso di un documentario-backstage delle riprese di Gosford Park, questo libro è una raccolta di interviste che David Thompson, cineasta ex direttore della BBC Films, ha realizzato e raccolto per rendere omaggio ad uno dei registi hollywoodiani contemporanei più rappresentativi e irriverenti. La forma scelta, ben lontana dal ricomporre un ritratto completo di Altman, è però perfetta nel restituire un’immagine profonda ed autentifica di uomo e artista. Ricco di aneddoti e curiosità, offre al lettore nuovi modi di apprezzare le pellicole, altre chiavi di lettura dei personaggi e delle sue storie più celebri. Interessante anche la raccolta degli scatti rubati dal set. Peccato che sia stato pubblicato in Italia solamente dopo la sua recente scomparsa; è proprio vero che gli artisti valgono più da morti che da vivi.

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