Lucille

Versione adatta alla stampaSend to friendPDF version Share this
voto
Lucille

Lucile ha sedici anni e vive con la madre, con la quale ha un rapporto distaccato e conflittuale. Detesta il suo aspetto fisico, si vede brutta, si sente diversa - anche nel modo di vestire - dalle amiche che hanno i primi morosi. Le problematiche tipiche della sua delicata età prendono tuttavia una dimensione pericolosa che la portano a smettere di mangiare, allontanarsi da tutti, mentire per restare sola e costruire così quel muro di isolamento dal mondo che si chiama anoressia. Arthur ha sedici anni e vive con i genitori e i fratelli più piccoli. Ha il culto dei suoi anfibi Dr Marten’s e segue rituali scaramantici maniacali, come ad esempio contare i passi e ripetere le azioni in un ordine prestabilito. Suo padre è un pescatore, beve da sempre e ha abituato la famiglia alla violenza delle sue sbronze. Anche Arthur dovrà diventare un pescatore ma durante un’uscita in barca, un suo errore provoca la morte del padre del suo amico David. I destini di Lucile e Arthur si danno appuntamento in ospedale, dove ognuno di loro arriva con un carico di solitudine, tristezza e disillusione che ne sta schiacciando l’adolescenza. Insieme però possono affrontare la vita fuori dalle loro manie e dai loro dolori e insieme possono crescere e conoscere altre strade e altri mondi, a volte dolorosi e difficili ma prima di tutto reali...
Il tema dell’anoressia è il filo conduttore di questa intensa e profonda graphic novel di Ludvic Debeurne, giovane (nasce nel 1971 in Francia dove vive e lavora) ma già molto noto pittore e fumettista. Nel quadro che ritrae l’adolescenza raffigurata nella fragilità emotiva di questi due ragazzini che tali non sono più ci sono sullo sfondo, sfumati da pennellate precise e solchi profondi, la famiglia, la violenza quotidiana accettata passivamente, la morte e la paura. È lo stesso autore che ci suggerisce la metafora del bruco che per trasformarsi in farfalla deve uscire dal bozzolo: Lucile e Arthur devono abbandonare le loro case e le loro famiglie che li stanno soffocando con la disillusione e la frustrazione trasformati in miopia emotiva e violenta asfissia. Il talento di Debeurne riesce davvero a far sentire al lettore la mancanza di aria nelle tavole che fotografano le stanze domestiche in cui si muovono i due giovani. È un romanzo denso che si snoda in più di cinquecento pagine essenziali ma emozionanti, con disegni dal tratto pulito e raffinato che riempiono i fogli bianchi senza seguire uno schema ma nella libertà della costante ricerca di ossigeno. Lucile ha vinto il premio René Goscinny al Festival di Angoulême nel 2006.