Bassi istinti

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Bassi istinti

La parola basso viene istintivamente collegata alla marca più famosa in commercio da sempre: Fender. La coincidenza è che Pablo Echaurren è nato proprio nel 1951, anno in cui uscì il primo modello di basso Fender, il Precision, mitico e intramontabile strumento a sei corde, ma attese di avere sedici anni prima di potersi concedere il primo gioiellino - un Fender guarda caso - scambiato poco dopo con un Gibson semiacustico stereofonizzato che mai poté eguagliare le prestazioni del primo amore. C’è da dire che sono molte, quasi infinite, le marche storiche – meglio se si tratta di nomi ormai definibili vintage – come lo sono i modelli, riconoscibili unicamente da un occhio esperto, da un vero appassionato. Solo chi se ne intende può infatti riuscire ad associare un Gibson, un Rickenbacker o un Wandrè a un gruppo storico, siano essi i Beatles, i Rolling Stones, gli Animals o i Ramones di cui Eucharren va pazzo. A quali follie e atti sconsiderati può condurre l’ossessione per un basso? Sino a dove ci si può spingere pur di accaparrarsi un basso autografato, piuttosto che un modello ormai introvabile o un plettro appartenuto a una star?
Echaurren, che dei Ramones ha già scritto abbondantemente in un libro dal titolo Chiamatemi Pablo Ramone, ci accompagna nell’universo del mostro a sei corde intrecciando la storia del basso alla sua vita personale, alla mania del collezionismo e del possesso (folli le corse su Ebay e spasmodica la ricerca in Rete e sui giornali specializzati), indipendentemente dalle capacità reali di suonarlo (a detta di Pablo alquanto scarse). Una panoramica densa di dettagli a celebrare la nascita e la crescita di uno strumento che cambiò la storia della musica, permettendo alle band di sostituirlo al contrabbasso, più limitante per peso, mole e possibilità di amplificazione. Con uno stile 'terra terra' (in senso positivo), comprensibile e ironico nonostante la nomenclatura spesso difficile da afferrare per chi non è del mestiere, Pablo decide di confezionare un panegirico del basso a 360%, sottolineando come siano proprio i bassi istinti e l’impulsività incontrollabile di chi lo ama e lo venera a renderlo uno strumento immortale, al servizio delle menti più geniali.