Corto Maltese - Una ballata del mare salato
Nel 1967 con Una ballata del mare salato faceva la sua comparsa nella storia della letteratura a fumetti Corto Maltese. Non era certo un'entrata in grande stile: ferito, legato a un pezzo di legno e lasciato alla deriva dai suoi stessi uomini. Ma del resto Corto non ci ha mai tenuto a fare bella figura. A salvare la sua pellaccia, questo sì. E questa è solo la prima di una lunga serie di avventure in cui l'Indiana Jones dei mari dovrà salvare la sua pelle e quella degli altri. Se questa è forse la storia più amata, quantomeno la più conosciuta dell' (anti)eroe di Hugo Pratt, non è certo solo perché è la prima. In questa ballata a fumetti c'è tutto: personaggi indimenticabili, avventura, misteri, storie d'amore, amicizia. L'autore non ci presenta solo il punto di vista di Corto Maltese, ma anche quello di tutti gli altri personaggi, elevandoli e veri e propri coprotagonisti. E di certo non è una comparsa nemmeno un personaggio che compare sin dalle prime righe, anzi è il primo a prendere la parola: l'Oceano, quello che decide la sorte dei nostri avventurieri. Quello di Pratt è l'oceano di Stevenson, di Melville e di Conrad. Forza della natura e destino ineludibile contro cui combattere. Corto Maltese è come Ulisse, con la differenza che Corto, dopo averle sedotte, una botta a Circe e a Calipso gliel'avrebbe data. Una ballata di parole (Hugo Pratt è attentissimo agli aspetti letterari) ma anche, e soprattutto, di immagini. La pagina è divisa sempre allo stesso modo, con tre strisce orizzontali per foglio a scandire perfettamente il ritmo della narrazione. Il disegno, in bianco e nero, è preciso e dettagliato, con particolari giochi di ombre solo in alcuni momenti decisivi. Il tratto è realistico, come a dire: “Hey, se credi che tutto questo non esista, significa che non ci hai proprio capito un cazzo”.
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