Memorie a perdere

Memorie a perdere
Il sergente Tom Smith e il suo assistente, il soldato scelto Jeremy Jarsh, hanno scelto un insolito passatempo per rallegrare le grigie giornate della loro missione in Iraq: torturare soldati locali colpevoli di essere “nemici giurati dell’America”; come se l’aver subito l’attentato delle Torri gemelle li legittimasse alle più feroci sevizie nei confronti dei malcapitati iracheni, senza rendersi conto di alimentare, così facendo, un odio sempre crescente verso loro stessi...  Televisione accesa e uno strano show, la platea illuminata e l’attenzione di tutti è rivolta ad un uomo disteso su un giaciglio di punte metalliche, pronto a sostenere con la sola forza del torace svariate lastre di un materiale pesantissimo, simile a marmo: non è finzione, è tutto vero, tragicamente vero, anche l’epilogo dello spettacolo, ma si sa - the show must go on...  Flavia è un avvocato in carriera sposata con un ingegnere altrettanto in carriera - così tanto da non trascorrere praticamente mai del tempo insieme a lei: schiacciata da una routine annichilente, si ritrova a esprimere la sua voglia di trasgressione rubando un mascara in un grande magazzino, incappando così nelle umiliazioni del titolare, sorpreso di aver davanti una ladra di tale estrazione sociale... Uno scambio di mail tra una coppia di shakespeariana memoria - un Montecchi e una Capuleti che varca il fatidico giro di boa del settimo anno di matrimonio - parla dei tradimenti di un rocker quarantenne eterno Peter pan e dei perdoni di una moglie indulgente; finche qualcosa si rompe e il perdono diventa un addio... Claudia è una figlia scappata da un padre severo da cui vediamo ritornare, in una sera piovosa e per motivi sconosciuti, e dal quale viene accolta come mai nulla fosse successo, con tutte le sue lacrime e le sue fragilità...
I personaggi di Luigi Milani sono protagonisti di “ordinarie allucinazioni”, come ricorda il titolo; allucinazioni a volte truci, come quella dei soldati americani torturatori o del reality-show con morte del protagonista, al centro dei primi due racconti, a volte più “normali”, sempre se sia lecito definire norma la voglia di trasgressione di un avvocato di grido che si manifesta con un furto da quattro soldi. L’autore ritrae piccole  o grandi follie quotidiane, ma anche gesti di affetto come quello del padre pronto a riaccogliere la figlia e a ripararla dalla pioggia, a testimonianza che di certi ripari non si può fare a meno, mai. L’infelicità fa da sfondo a tutte le vicende personali che lo scrittore descrive, più o meno dettagliatamente; i protagonisti appaiono sempre sospesi su una sorta di baratro da cui a volte risalgono e in cui, invece, molte volte precipitano rovinosamente. Pregio dei racconti? Uno stile semplice ma brillante, con cui l’autore riesce a scandagliare debolezze e fragilità  di uomini, donne, giovani e meno giovani, a dimostrazione che non serve arrovellarsi in espressioni ardite o retoriche per arrivare al cuore dei lettori.

 

 

 

 
 
 
 
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