Il silenzio dei chiostri

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Il silenzio dei chiostri

Un'insolita telefonata distoglie l'ispettore Petra Delicado dalla cura di Marina, una dei tre pargoli acquisiti dopo il matrimonio con il (terzo) marito Marcos; all'altro capo del cavo c'è madre Guillermina dal convento del Cuore Immacolato. La suora è sconvolta per l'omicidio di frate Cristóbal dello Spirito Santo, avvenuto proprio all'interno delle mura del convento che gestisce. In particolare il luogo del delitto è la cappella dove venivano conservate le spoglie del Beato Asercio de Montcada, trafugate dopo l'uccisione a sangue freddo del frate. L'unica testimone del delitto è Heulalia Hermosilla, una barbona, che a sua volta scompare nel nulla. Petra e il suo insostituibile aiutante Garzón organizzano da qui una delle più strampalate indagini della storia della polizia spagnola. Indizi che sfuggono, tentativi di ricostruzioni psicologiche grazie all'aiuto delle analisi del noto dottor Beltrán; in più la collaborazione con le sorelle Domitila e con il frate Magí all'interno dei centri di preghiera, qualche illuminazione e l'inevitabile inseguimento: sono questi gli ingredienti che porteranno all'inattesa soluzione del caso...
Se la forza dei gialli di Alicia Gimenéz-Bartlett sta nel non essere propriamente dei gialli - e quindi nel concentrarsi sulle vite private dei personaggi più che sulle indagini, qui il 'trucchetto' assume dimensioni abnormi e la descrizione dell'attività investigativa non si incastra a pennello con i sentieri narrativi 'altri', il quadro familiare e le piccole incomprensioni che investono il quotidiano dei protagonisti. La formula conforta in parte il lettore, e sebbene ci siano dei punti di critica della società spagnola che risaltano qua e là, il passaggio del tempo sembra pesare anche sui personaggi che hanno reso famosa la scrittrice di Barcellona. Delle oltre cinquecento pagine che narrano questa singolare vicenda si poteva comodamente tagliarne un terzo. Il risultato sarebbe stato comunque buono, ricco di spunti e fresco. Speriamo che questa verbosità però non sia il preludio a una noiosa serializzazione adatta a un prodotto usa e getta.