Se ci fosse ancora lui
Figlia di Romano, un musicista che girava il mondo per concerti, e di una madre che la vedeva "Bellissima" e l’ha spinta fin da ragazzina a far provini per servizi fotografici o film - essendo sorella di Sofia Loren e dato che il cinema non è l’unico settore in Italia dove se sei parente di qualcuno è più facile lavorare quando hai un cognome che, sempre in Italia, potrebbe crearti qualche problema - Alessandra Mussolini il nonno non l’ha mai conosciuto, ma lo difende “come una lupa”. Difende anche il Presidente del Consiglio, che l’ha accolta nel suo partito dopo molte anticamere su e giù per i piani del Palazzo a contrattare posti, seggi e poltrone, e adesso la Mussolini è presidente della Commissione Infanzia della Camera dei Deputati. Dopo la carriera artistica infatti, durante la quale ha tra le altre cose ha inciso un disco e prestato la voce a un personaggio dei Simpson, quando aveva trent’anni, prima ancora di laurearsi in Medicina, è stata eletta alla Camera e da allora non ha smesso di fare politica. Perché non può farne a meno, e l’ideologia per lei non è una questione culturale o, appunto, politica. È una questione di DNA…
Ha un tono confidenziale e uno stile rapido, quasi televisivo - come molte delle interviste di Claudio Sabelli Fioretti - questo interessante colloquio con Alessandra Mussolini, sesto volume che l’editore Aliberti pubblica in una collana dedicata a CSF, e che ha visto il giornalista porre domande già a Mogol, Franco Grillini, Marco Travaglio, Francesco Cossiga e Sandro Bondi. E riguardano la storia della tv anche certi episodi sui quali il giornalista invita la Mussolini a ritornare, dai calci alla Belillo fino al “meglio frocio che comunista” in risposta a Vladimir Luxuria che, pensando forse di rivelare al pubblico un segreto, l’aveva aggredita dandole della fascista. Non si deve dimenticare che la Mussolini è in Parlamento, e grazie a questo libro ha modo sia di tornare su certi suoi exploit sia di diffondere le proprie idee. Pensa che il ministero delle Pari Opportunità, essendo un ministero trasversale, debba essere assegnato a un esponente dell’opposizione; nega di avere fatto mai il saluto romano, salvo poi motivarlo quando Sabelli Fioretti le ricorda alcune foto in cui lo fa; e ancora, esterna certe ingenuità, quelle cose assurde che si sentono uscire solo dalla televisione e poi ti ritornano in mente e dici non è possibile che abbia sentito questa frase, tipo: “In Italia prima del fascismo eravamo dei buzzurri. Pensa alla figura dell’uomo, del maschio. Prima era quasi femmineo. Con l’avvento di mio nonno, con questo fatto del torace nudo…”. A parte la notizia per cui nel Parlamento Europeo ci sarebbe un giro di “mondanità a pagamento”, di scoop veri e propri non ce ne sono: anche qui la Mussolini ripete, come fece da ospite nella sua trasmissione televisiva, di essere nipote di Bruno Vespa - secondo lei figlio segreto di Benito Mussolini - e pure qui ribadisce l’autenticità, smentita da storici e case d’asta, dei presunti diari di Mussolini acquistati qualche anno fa dalla Fondazione via Senato del bibliofilo – per non aggettivare diversamente il personaggio – Marcello Dell’Utri. Lei li ha visti, ed è certa che siano veri. Tuttavia questo libro è da leggere, e bisogna farlo con la mente bene aperta.

Isabella Rossellini vi consiglia: 



