Stelle cadenti
Una storia d'amore infranta sotto il refrigerio di un condizionatore d'aria, un giro al Luna Park con fidanzata e cuginetto, una nuova lampada per arredare l'appartamento, un'avventura amorosa in un camper abbandonato, il viaggio di ritorno in treno da un concerto rock, il frammento di memoria di un'amore perduto, una folle corsa sotto la pioggia, una conversazione su temi religiosi alla fermata del bus, una richiesta di scuse dagli effetti indesiderati, un dolce bacio notturno, un importante monito al lettore del libro, una telefonata comune prima di dormire, una storia d'amore condensata in poche righe, un fine serata in un pub irlandese di periferia, una seduta dal barbiere in una mattinata qualsiasi, un invito a un concerto, i gesti affettuosi di due giovani in una stanza d'hotel, un triste risveglio in completa solitudine, un ringraziamento sussurrato alle orecchie del lettore...
Venti 'frammenti cognitivi' condensati in poco più di 120 pagine dallo scrittore esordiente nascosto sotto lo pseudonimo di Bambino delle stelle. Ritagli di memoria lasciati andare alla deriva, sprazzi di conversazioni comuni appartenenti alla vita di tutti i giorni, avventure amorose senza senso né passione, un nichilismo esistenziale esasperato fino all'inverosimile e, su tutto, un alone inafferrabile, una terrificante sensazione di tristezza cosmica nell'aria che inebria e che ha l'aroma di un amore perduto, un amore di nome Silvia. Di fronte a un libro come Stelle cadenti istintivamente non ci si preoccupa di classificare i racconti, di attribuire loro aggettivi che ne evidenzino le qualità piuttosto che i difetti: ci si blocca, si va in stand-by, si cade preda del dubbio. Dubbio sul confine (se confine c'è) tra un racconto strutturato e un ammasso di ritagli, un susseguirsi di frasi e pensieri riportati su carta, tra un libro 'compiuto' e un diario personale - anzi personalissimo. "Mi dispiace tanto che ti sto deludendo, caro lettore. Sì, lo so che le cose non stanno andando come ti aspettavi, tutto sta diventando così confuso, incerto...": sono queste le testuali parole usate da Bambino delle stelle in una nota a piè pagina verso metà libro con la quale l'autore mette in guardia il lettore sull'impossibilità di identificare nel libro un filo logico, uno scopo, una meta, un percorso di senso compiuto. Un attimo di consapevolezza prima di tornare nell'oblio del luogo comune, persi tra le pagine spoglie come la stagione fredda, punteggiate di parole sussurrate a Silvia o non si si sa bene a chi. Stelle cadenti è un libro che annega. Nei pensieri del suo autore, nell'incapacità di mettere ordine e saperci trasmettere anche una minima parte di ciò che frulla per la testa a questo Bambino delle stelle, uno di cui vorremmo conoscere di più. A partire dai suoi dati anagrafici.

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