L'amico di Galileo
Se un chimico e sinologo come Isaia Iannaccone decide di farsi romanziere, non potrà che trasferire in campo letterario il suo bagaglio di conoscenze – un “capitale” che sarebbe stato sciupìo non spendere anche in letteratura. Così nasce L’amico di Galileo, un romanzo che riconcilia con nozioni e personaggi su cui più d’uno, da studente, avrà di certo fatto a cazzotti. Soprattutto un romanzo privo di quel vago sentore di polvere che talvolta circola nella pur volenterosa letteratura di genere “made in Italy”. Sarà che l’autore, vivendo tra Bruxelles e Parigi – e per di più avendo esperienza di lontani ed esotici lidi –, s’è per forza di cose liberato dagli allergeni del provincialismo. Sarà per l’originalità del tema e della location, davvero inusuali – e affrontati con stra-cognizione di causa. Come che sia, un’opera prima garbata e riuscita, che sa mostrare senza accademismi il lato avventuroso del sapere.
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