Dykes

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Dykes

Mo, Lois, Ginger, Sparrow, Clarice, Sydney, Jezanna, Thea, Tony: sono confuse, impegnate politicamente, in bilico tra mono e poligamia, e sono un agguerrito gruppo, estremamente eterogeneo, di amiche - a cui fare attenzione - con un elemento in comune, l'essere lesbiche. Ognuna con la sua declinazione del tutto particolare del 'genere'. C'è da mettersi comodi, si tratta di dimostrare attraverso scorci della loro quotidianità quanto siano uguali o diverse. Mo (Monica) è la protagonista, lesbica femminista, decisamente "troppo sensibile e impegnata" politicamente, al limite del moralismo ideologico, poggia il suo punto di vista critico ed estremo su tutte le sue relazioni, spaziando dalla sua vita sentimentale al mostro consumistico che minaccia l'occidentale. Segni particolari: ha una monomania, indossa solo maglie a strisce orizzontali. Lois è un'attivista, condivide l'appartamento con due tra le tante sue ex amanti, Ginger e Sparrow, ed è molto serenamente concentrata sulla ricerca del suo personale piacere sessuale. Segni particolari: Drag King. Ginger parte come studentessa universitaria fuori corso per diventare professoressa. Sparrow ("passerotto"), all'anagrafe Prudence Pidgeon, è direttrice di una casa-rifugio per donne, ateista e lesbica; segni particolari: è bisessuale. Intraprenderà una relazione con Stuart da cui avrà un figlio JR (Jiao Raizel) che andrà a dare un tocco di colore in più all'appartamento. Poi una coppia, come tutte alle prese con una scelta difficile di monogamia: Clarice è un avvocato ambientalista, lavoro-dipendente, (amante di Mo durante gli anni del college). Toni moglie di Clarice, commercialista e donna di casa; avranno un bambino, Raffi (che sta per Rafael). Poi Sydney (la professoressa Krukowski), cinica e sarcastica, amante e poi convinte di Mo. Jezanna (all'anagrafe Alberta), boss della libreria gay e lesbica Madwimmin Books che da lavoro a Mo, Lois e Thea lesbica, ebrea e precedente amore di Sydney, affetta da sclerosi multipla...
Insomma, a caratterizzarle ci pensano la matita e i testi di questa splendida raccolta di strisce di Alison Bechdel. Le storie – una selezione dei 527 episodi apparsi su oltre 50 testate e raccolti in 11 volumi - riguardano loro e dal 1983 sono molti i personaggi e le comparse femminili che la Bechdel ha disegnato e caratterizzato con grandissima ironia. L'alternarsi delle loro vicende umane è tutto appoggiato su uno sfondo particolare dove trame degne delle migliori soap opera si intrecciano criticamente con tutti gli importanti cambiamenti in atto nella società americana. Le protagoniste della strip, caratterizzate e costruite nel corso di venticinque anni, sono in grado di presentarci uno spaccato dell'universo donna (dall'universo donna) e della società americana molto ampio - da Reagan a Bush, per capirci, con tutto quello che di importante c'è stato nel mezzo dalle piccole librerie indipendenti che cadono nelle mani delle multinazionali al pericolo antrace. Riescono a farci guardare tutto da un punto di vista privilegiato, illuminato, avanguardistico di chi è stato pioniere di importanti movimenti - dall'ambientalismo alla lotta per la parità dei diritti -, tanto che a leggere a volte viene in mente il Doonesbury, delle strisce di Garry Trudeau, solo più 'piccante' e leggero insieme. Ma, soprattutto, riescono a farci guardare tutto mentre fanno shopping, amano, cambiano pannolini e ricercano con grande profondità e libertà il loro piacere. Tipe toste, sexy, di sinistra, ambientaliste, impegnate, madri e portavoce di grandi movimenti sociali e culturali diventati, come le protagoniste, popolari al punto da farci apparire tutto più regolare. Che invidia: donne libere, incasinate e confuse, ma molto più sagge della maggior parte di noi.