Lo stupidario della Croce Rossa

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Lo stupidario della Croce Rossa

Pazienti colpiti da ictus cereale e morbo di Atkinson, fratture del retto nasale o della fibia, problemi con la fauna batterica o il SERPS alle labbra. E in caso di mal di gola, meglio usare le caramelle Olips Mentolips e un frumoci (fluimucil) per uso areosolico? E che dire di una gengivite agli occhi? Della marca di preservativi Duracell e del bambino infilato nell'inculatrice alla nascita? Per non parlare delle telefonate: "Dottore scusi avrei bisogno di una visita a omicidio", "Dottore venga, mio figlio ha un tirchio nervoso", "Dottore ho i cognati di vomito", "Ho un unghia carnivora", "Ho un occhio di vetro e a forza di toglierlo e metterlo mi fa male la cappella (la palpebra)", "Dottore sono lesbica da entrambi gli occhi", "Scusi ma per l'operazione c'è bisogno del dj hospital?" Questo e altro, altro ancora...
Storie vere di ordinaria follia partorite dalla bocca di quegli strani soggetti vestiti in pigiama che si aggirano per le corsie dell'ospedale, che stanziano per ore negli ambulatori dei medici raccontando tutta la loro vita e anche quella dei figli e dei pronipoti dei figli. Tipi strani con storie drammatiche sulle spalle, eppure spassosi - a volte irresistibili -  nel loro modo di esprimersi e raccontarsi. Il giornalista Camillo Delellis - certamente uno pseudonimo dato che nella tradizione cristiana Camillo de Lellis è il santo protettore dei malati, degli ospedali e del personale sanitario - raccoglie e ordina in questo libro di poco più di cento pagine la créme de la crème delle storie e delle gag realmente accadute al personale medico e sanitario italiano. Le conversazioni più esilaranti intrattenute al centralino dagli operatori del 118 (roba da far tremare i centralini e l'intera telefonia fissa e satellitare terrestre per la quantità di strafalcioni sintattici e oscenità anatomiche che ne escono), i disturbi più incredibili riportati dai pazienti, gli aneddoti e le barzellette più famose che i camici bianchi si scambiano alla macchinetta del caffè. Certo, in molti casi non si dovrebbe sorridere, in fondo di tratta di cose serie! E ci tiene l'autore a sottolineare che il suo libro "strampalato" non vuole in realtà ferire nessuno, né tantomeno deridere sentimenti. E ciò che ne esce è infatti uno stupidario esilerante e spassoso, dai toni sempre equilibrati e adeguati al contesto. Un piccolo bugiardino che non deve mancare in ogni reparto ospedaliero e nello scaffale di ogni medico, specialmente di quello specializzato nella cura della... sifilide nel naso.