2285 La spalla del gigante - Allarme Alpha

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2285 La spalla del gigante - Allarme Alpha

George Sitter è uno scenziato d’eccellenza che scopre come viaggiare nello spazio tramite condotti di transcurvatura che permettono di superare la velocità della luce. Per questa scoperta sarà insignito del premio Nobel, ma sarà anche costretto a lasciare la sua amata Melania sulla Terra e a partire - assieme al suo genio - per una missione che gli cambierà la vita e che lo trasporterà in una dimensione ultraterrena. In viaggio con i suoi compagni incontrerà infatti la famigerata Particella Alpha, origine dell’universo pre-Big-Bang e semidivinità che gli farà conoscere le sue vite passate come cavaliere templare, capitano di ventura e archeologo...
Patchwork improbabile con solo una vaga idea di coerenza interna ottenuta grazie all’espediente del protagonista che si vede nella sfera magica del suo stesso passato-presente-futuro (copiato tra gli altri dal finale di "2001: Odissea nello spazio" e dallo specchio rivelatore di Michael Ende ne La Storia Infinita), 2285 La spalla del gigante - Allarme Alpha può al massimo aspirare a diventare un caso editoriale alla rovescia. Il lettore sarà infatti attratto non tanto dalle noiose spiegazioni nozionistiche sui più disparati argomenti (fisica quantistica, storia dell’impero arabo, archeologia) disseminate lungo il plot, bensì da quanto l’autore si sia spinto oltre ogni dimensione di trash concepibile, a partire dal chilometrico titolo. Se ci fosse una classifica per il libro peggiore dell’anno, quest’opera di Luigi Henry Fraticelli sarebbe sicuramente nella top ten. Imperdibili le scene erotiche, i dialoghi inconsistenti e la pletora di luoghi comuni che infarciscono questo bizzarro ‘capolavoro’. Per chiudere  non resta che citare il paradigmatico (!!) finale - sperando di non guastarvi la sorpresa: “Lo so, è difficile distaccarsi dalle cose terrene, ma l’attaccamento a esse è fonte di paura e di insicurezza. Con il tempo capirete, oh se lo capirete!”.