Locke & Key - Benvenuti a Lovecraft

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Locke & Key - Benvenuti a Lovecraft

Dopo un massacrante viaggio in macchina di quasi tre giorni, quello che resta della famiglia Locke arriva a Lovecraft, nel Massachusetts. Qui Rendell Locke e suo fratello Duncan sono nati e cresciuti, qui la moglie di Rendell e i figli Tyler, Kinsey e il piccolo Bode proveranno a sopravvivere e a dimenticare ospiti dello zio. Rendell invece – consigliere scolastico a San Francisco - è morto altrove, in una tranquilla villetta di campagna dove amava passare i weekend incurante dei mugugni del figlio teenager. L’ha ammazzato un ex studente dal passato oscuro e dalla mente disturbata, Sam Lesser, mentre un suo complice, la testa rasata Al Grubb, stuprava sua moglie Nina. Alla fine la donna è riuscita a uccidere Grubb, mentre la polizia catturava Lesser. Un funerale pieno di lacrime e poi via, lontano, per dimenticare, per guarire – forse. Keyhouse (strana una casa con un nome, vero?) è una costruzione antica, tutta legno scricchiolante e tetti spioventi: ma le sue stranezze non sono soltanto architettoniche, come scopre da subito Bode: per esempio c’è una porta che se l’attraversi cadi subito in terra come morto e l’anima ti si stacca dal corpo, vagando come un fantasma invisibile per la casa. Oppure c’è un pozzo dal quale viene una voce misteriosa che inizia a dialogare col bambino chiedendogli aiuto per uscire da lì. Intanto anche Lesser prova a uscire, ma di prigione. Ha un lavoro da terminare: una missione di sangue e di morte…
Arriva in Italia il trade-paperback che raccoglie i primi sei numeri della serie Locke & Key, sceneggiata da Joe Hill e Gabriel Rodriguez e costantemente sold-out nei comicstore d’oltreoceano (il numero 1 è andato via come il pane, in nemmeno un giorno). La versione collected permette di apprezzare forse meglio il grosso lavoro sui personaggi, in particolare sul protagonista Tyler (ammesso che sia lui il vero protagonista), del quale vignetta dopo vignetta gli autori mettono a nudo le miserie, i sensi di colpa, le contraddizioni. Il plot più che l’Howard P. Lovecraft omaggiato nel titolo (e non nella location, dato che la vicenda non è ambientata nel New England come si legge reiterato all’infinito sui siti italiani con insopportabile sciatteria, bensì nel Massachusetts, a essere del New England è solo il creatore dei miti di Cthulhu!) ricorda Ring di Koji Suzuki e forse anche Shining di Stephen King – anche se quello con il suo illustre papà è un paragone che Hill (al secolo Joseph Hillstrom King) cerca di evitare accuratamente, al punto da lavorare sotto pseudonimo. Le matite à la Image di Gabriel Rodriguez (Beowulf, Clive Barker's The Great and Secret Show) sono molto dinamiche, efficaci nelle sequenze violente e gradevoli in generale - ma troppo povere di chiaroscuri. Qualcosa di più dark e minaccioso sarebbe stato più funzionale al clima claustrofobico e minaccioso della storia. Ci voleva più ombra, insomma.