Il simbolo perduto
Terzo romanzo della milionaria (in termine di copie vendute e di dollaroni incassati) saga di Robert Langdon, professore di Simbologia (a proposito, si tratta di una cattedra che semplicemente non esiste, né ad Harvard né altrove), per una volta non alle prese con trame segrete interne alla Chiesa cattolica ma con i misteriosi legami tra Massoneria, esoterismo e nascita degli Stati Uniti. Un tema tutt'altro che nuovo nell'ambito sia della narrativa sia della cinematografia di genere, e sul quale non è facile per nessuno dire qualcosa di originale: ma forse Dan Brown ha avvertito l'esigenza di riaffermare la 'dignità misterica' di Washington, come a dire "Ehi, non abbiamo nulla da invidiare a Roma o Parigi, abbiamo anche noi un passato oscuro!". Tra architettura neoclassica, umanesimo illuminista, predicatori televisivi e un villain che fa pensare molto al Silas de Il Codice Da Vinci malgrado le differenze, l'unico vero elemento di novità del romanzo è la sottotrama dedicata alla noetica, che è anche il pretesto per introdurre nel plot un personaggio femminile, necessario come sempre per stemperare il bla bla dell'asessuato Langdon. E a tal proposito il ritmo veloce imposto dall'unità di tempo e di luogo - la vicenda si svolge in tempo reale, senza stacchi né flashback importanti - cozza un po' con le continue spiegazioni scientifiche o storiche messe in bocca ai personaggi, che parlano tutti come Wikipedia. Un difetto assai diffuso nella narrativa di genere come si sa, ma tutto sommato innocuo. Il simbolo perduto - nonostante il consueto fuoco di fila di terrificanti stroncature piovutegli addosso - è un normalissimo thriller esoterico come ne escono centinaia l'anno, scritto con mestiere e piacevole da leggere: se non fosse firmato dal celeberrimo Dan Brown nessuno lo attaccherebbe con la virulenza un po' ridicola sfoggiata dai vari 'autorevoli' recensori sulle pagine di quotidiani e riviste. Le avventure di Robert Langdon sono un brand, una formula, un cliché - come il 90% delle saghe di genere.
acquista:

Enrica Bonaccorti vi consiglia: 

