L'amore colpevole

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L'amore colpevole

Davide Golia, autore e intellettuale vulcanico, insegnante di scrittura creativa e impenitente tombeur de femmes, al ritorno a casa dopo l'ennesima avventura sessuale (in questo caso un rapporto a tre con delle allieve del suo corso ansiose di 'approfondire' dopo la lezione) ha un mancamento e si ritrova in uno strano edificio fuori dal mondo chiamato il Palazzo dei Giudizi, gestito da insetti antropomorfi. Gli viene spiegato che sta per essere sottoposto a una sorta di processo che valuterà i suoi comportamentio passati nei confronti delle donne che ha incontrato, sedotto, fatto soffrire. Davanti a una giuria costituita da femmine splendide ma un po' inquietanti, Golia vede passare davanti ai suoi occhi storie che nemmeno ricordava più di aver vissuto...
Per la saga autobiografica ma non troppo di Davide Golia - che Maurizio Rosenzweig porta avanti tra un albo di John Doe, uno storyboard per un videoclip musicale o uno spot pubblicitario e una lezione alla Scuola del Fumetto di Milano da quasi dieci anni - è giunto il momento di un primo bilancio. Nata così un po' per scherzo un po' come una sorta di terapia psicanalitica ("Scrivo per me e disegnare le mie storie mi permette di estraniarmi ancora di più", ha rivelato Rosenzweig in una recente intervista), in L'amore colpevole la serie viene 'rimasterizzata' e inserita in un quadro coerente grazie al pretesto di un plot onirico (le tavole a colori che aprono e chiudono questo volume dalla veste grafica splendida) realizzato ad hoc, che lega storie altrimenti abbastanza anarchiche dal punto di vista dello svolgimento narrativo e della coerenza interna. Qui continuity ce n'è davvero poca: in compenso ci sono citazioni letterarie e visive come se piovessero (tra tutti: omaggi al film "Ultimatum alla Terra" di Robert Wise del 1951 e a Sadik, sanguinario giustiziere mascherato del fumetto italiano anni '60), sequenze erotiche hot (da sballo l'amplesso in terrazza con la 'suocera' e la sensualità severa e complessa dell'editor Monica Regina), avventure fantascientifiche (un bizzarro mix tra Jeff Hawke e la EC Comics) e infine dosi massicce di estetica hard rock (Rosenzweig è definito in IV di copertina "devoto al culto dei Kiss" - non a caso dedica la graphic novel anche a Gene Simmons - e le sue figure femminili ricordano la session fotografica che il gruppo newyorchese realizzò per l'uscita del suo secondo album, "Hotter than hell"). Tutti questi ingredienti - uniti a un grottesco humour che si riverbera anche sul tratto del disegnatore e alle svisate surreali della sceneggiatura - a tratti confondono, ma non lasciano mai indifferenti, e anzi rendono L'amore colpevole più un trip emozionale che una semplice esperienza di lettura.