La storia di Sorge
Anna Zuliani
Alessandro Busnengo
voto

La storia di Richard Sorge - probabilmente la spia più famosa del secolo scorso - narrata attraverso il ricordo di amici e collaboratori (ormai invecchiati) a partire dal suo soggiorno a Shanghai nel periodo immediatamente successivo all'occupazione della Manciuria da parte del Giappone. In Cina Sorge comincia a creare il primo nucleo della sua rete spionistica, finché nel 1933 riesce ad ottenere dai suoi  superiori del servizio segreto sovietico il permesso di recarsi in Giappone per  raccogliere informazioni sulla politica estera di Hitler, da poco salito al potere in Germania. La sua attività di copertura è qui, come in Cina, quella di giornalista e, per perfezionarla ulteriormente e non destare il minimo sospetto, Sorge non esiterà a prendere la tessera del partito nazionalsocialista, riuscendo in breve a divenire amico e confidente di Eugen Ott, futuro ambasciatore tedesco in Giappone. Questa mossa, insieme all'ottima rete di collaboratori che era riuscito a creare, consentirà a Sorge di sapere con un certo anticipo le manovre dei tedeschi. Parallelamente all'attività spionistica Sorge in Giappone instaura diverse relazioni sentimentali, dapprima diventando l'amante della moglie dell'ambasciatore, poi instaurando una relazione con una giapponese e, in seguito, con una clavicembalista tedesca ospite dell'ambasciata, arrivata ufficialmente in Giappone per alcuni concerti ma in realtà scappata dalla Germania dopo la presa del potere da parte di Hitler...
Isabel Kreitz, considerata una delle migliori fumettiste tedesche contemporanee, dedica il suo ultimo romanzo grafico al “giornalista” Richard Sorge, uno dei personaggi più controversi del '900. Del resto la vita di Sorge può essere considerata essa stessa un romanzo: nato in Azerbaijan da madre russa e padre tedesco, dopo aver combattuto come volontario nell'esercito tedesco durante la Grande Guerra (rimanendo ferito in battaglia, circostanza che gli varrà la croce di ferro ma lo renderà claudicante per il resto della sua vita) prese la tessera del partito comunista tedesco, entrando successivamente nei ranghi del servizio segreto sovietico. La sua attività di spionaggio si svolse soprattutto, in Giappone, in qualità di corrispondente della "Frankfurter Zeitung". A Tokyo, grazie alla sua abilità, conquistò la fiducia e l'amicizia dell'ambasciatore tedesco Ott, riuscendo a carpire preziose informazioni che gli consentirono di prevedere in anticipo la data d'inizio della cosiddetta "Operazione Barbarossa", ovvero dell'attacco sferrato nel 1941 da parte della Wehrmacht all'Unione Sovietica. Tuttavia il suo talento non fu supportato da Stalin che in quella circostanza scelse deliberatamente di non ascoltarlo, costringendo l'Armata Rossa ad una terribile battaglia contro l'esercito nazista. Nonostante l'inconcepibile decisione di Stalin, Sorge, sostenuto dal suo grande acume e da un eccellente team di informatori, rimase convinto del fatto che il Giappone non avrebbe sostenuto i tedeschi entrando in guerra contro l'Unione Sovietica. Non appena riuscì ad averne la certezza, avvisò Mosca: stavolta Stalin non lo ignorò, consentendo all'Armata Rossa di respingere l'esercito nazista. La carta vincente di questo riuscito e appassionante lavoro della Kreitz, oltre all'aver adottato una modalità di racconto “cinematografica” sia nella narrazione che nel taglio delle inquadrature, risiede nella scelta di non essersi limitata a porre l'accento sull'attività spionistica di Sorge, affiancando a questa la descrizione del versante più intimo della sua vita, mettendo a nudo i vizi e le virtù di un uomo passionale e tormentato che, pur avendo contribuito – nonostante tutto - a cambiare i destini del mondo, ha pagato con la vita l'essere rimasto coerente ai suoi ideali.