Sirena senza coda

Sirena senza coda
Giorgio Catanese, giornalista televisivo, accetta di presiedere la giuria di un premio letterario riservato a giovani studenti chiamati ad esprimersi sul tema dell’emarginazione sociale. Tra i vari testi esaminati la sua attenzione viene catturata, per la particolare profondità dell’analisi e per la ricchezza delle argomentazioni, da uno che ha un titolo curioso La macchina (im)perfetta e che reca una firma di sorprendente originalità, Sirena senza coda. Dopo aver individuato l’identità della studentessa presso la segreteria dell’istituto, Giorgio apprende al telefono dalla madre Lucia che Gemma è una ragazza ventenne, cerebrolesa dalla nascita ma in grado di comunicare con il mondo esterno mediante l’impiego di un computer. Sempre più incuriosito dalla vicenda il giornalista decide di andare a conoscerla di persona, insieme con il figlio Riccardo di ventitré anni.. Ad attenderlo troverà una persona dotata di un cervello normale, in grado di provare emozioni e sentimenti come qualsiasi altra coetanea e con l’ambizione dichiarata di voler intraprendere la carriera giornalistica…
Giancarlo Trapanese, uno dei volti più popolari del giornalismo televisivo della redazione marchigiana di Rai 3, in questo suo nuovo romanzo realizza la trasposizione letteraria dell’incontro e dello sviluppo di una profonda amicizia con Cristina Tonelli - studentessa di Fano che ha collaborato alla stesura del libro - la cui vicenda personale risponde perfettamente a quella della protagonista. Una storia commovente, narrata con un ritmo vivace e appassionante, capace di aprire un ventaglio di emozioni nel cuore del lettore e di stimolare profonde riflessioni. Non solo per via della condizione di disabilità che non impedisce a Gemma di smorzare il suo slancio vitale, o  per la tenace capacità dei suoi genitori di continuare a credere nelle sue capacità di sviluppo contro ogni parere medico. Ma anche per la vicenda esistenziale dell’amica del cuore Diana, risucchiata dalla follia del sabato sera,. E perfino per la malinconica rassegnazione con cui Giorgio reagisce al distacco dal proprio nucleo famigliare dei figli ultramaggiorenni. Un romanzo che si divora in poco tempo, lasciando un gradevolissimo desiderio di riscoprire il vero senso per cui vale la pena di vivere, un delicato sapore di cose buone e genuine.

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