Fool

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Fool

Chi non conosce la storia di Re Lear? Leggendario sovrano della Britannia, padre di tre figlie – Goneril, Regan e Cordelia – decide di dividere il suo regno a seconda di quanto amore le sue ‘bambine’ saranno in grado di dimostrargli. Se Goneril e Regan sono abili adulatrici, capaci di ingraziarsi l’anziano padre con smancerie e parole di infinita ammirazione, Cordelia – una ribelle deve sempre esserci! – sceglie la via della sincerità e non fa niente di eclatante per convincere il padre di un sentimento che nutre per natura da sempre, senza necessità di trovare espedienti per renderlo più autentico agli occhi del genitore. Il suo destino, come è facile immaginare, è quello di essere diseredata, data in sposa al “fottuto principe di Francia”. Per quale ragione l’unica anima pura viene punita? Ci sarà pure un modo per riportare Cordelia in patria e per far rinsavire Lear prima che Goneril e Regan portino a termine il loro malsano progetto di appropriarsi dell’intera Britannia! Come in ogni storia che si rispetti ecco comparire il tuttofare, il risolviproblemi, lo scioglinodiimpossibili: il Buffone di corte, il giullare, quello che in inglese viene definito Fool. Piccolo, gracile, quasi invisibile ma astuto, veloce e capace… riuscirà – con l’aiuto di uno spettro e delle pozioni di un piccolo manipolo di streghe che arrivano direttamente dalle pagine di Macbeth – a far tornare il sereno? Anche perché Cordelia è una bella fanciulla e un pensierino proibito non è negato a nessuno, neanche a Taschino il giullare!
Christopher Moore è un genio della risata, un cappellaio matto, uno a cui la fantasia non manca di sicuro. Ci aveva già fatto sbellicare con il suo incredibile esordio, Uno sporco lavoro, proseguendo con Suck! Una storia d’amore e Il Vangelo secondo Biff, e non delude le aspettative con questa ultima perla di provocazione e ilarità, omaggio alla rinomata ironia inglese e a un genio della letteratura di sempre, Shakespeare, attualissimo anche oggi. La trovata di Moore è quella di scegliere come narratore il giullare di corte: è proprio lui a raccontare le vicende, tirandone le fila come un abile burattinaio. Non è certo necessario essere esperti di Shakespeare né tantomeno è indispensabile rileggere Re Lear se non se ne ricorda la trama per apprezzare in pieno la penna ‘bastarda’ di Moore. È sufficiente regalarsi qualche ora di sano relax seguendo attentamente le avvertenze: se non amate le scene di sesso, gli omicidi, i tradimenti e le volgarità ridanciane forse è meglio lasciar stare, l’autore non ha alcuna intenzione di offendere la sensibilità del lettore, ma se siete amanti del sangue, degli intrighi e delle passioni sconce allora ecco qui il libro perfetto per voi, senza limiti al pudore e alla risata di pancia. Abbiate pazienza, l’unica cosa a cui dovrete abituarvi è il clima inglese: umido, tutti i giorni.