Una fermata chiamata morte
Immaginate Varsavia al calare della sera. Tempi moderni, corre il 2005. Bella, bellissima anzi, rigorosa, precisa, regale, si affaccia sulle sponde della Vistola. Un tram della linea 12 giunge stancamente al capolinea e ad uno scenario agghiacciante: un uomo accoltellato, morto. L’incipit di un mistero complicato e arabescato. L’eroe di turno è Adam Nowak, uno tutto d’un pezzo, un uomo che svolge il suo lavoro con impeccabile precisione e si dimostra pronto a intervenire in qualsiasi momento, al servizio delle forze dell’ordine e del paese. Ama Camilleri, adora collezionare vinili perché la musica è una grande passione e non ha nessuna intenzione di arrendersi di fronte alle difficoltà. Naturalmente si tratta del primo omicidio di una lunga serie: il killer, si pensa sin dall’inizio seriale, lascia segnali di proposito, disegna una mappa precisa e intricata, chiedendo all’ispettore e alla polizia di trovare la soluzione al rebus della sua follia. La città è sotto shock, il terrore dilaga, c’è un caso da risolvere, questa è l’unica cosa che conta…
Nottetempo inaugura in una delle sue collane più particolari, I pesanervi, una nuova serie di romanzi tutti a firma Konatkowski che vedono protagonista il commissario Nowak, destinato a diventare l’ulteriore – con merito! – icona del genere giallo. Un personaggio costruito ad arte da uno scrittore che nella vita è programmatore e analista, quindi ha decisamente la capacità di intessere una storia complicata, che richiede l’utilizzo intelligente della logica per smascherare l’assassino, ed è chiaramente dotato di fantasia illimitata. Una scrittura piacevolissima per gli amanti del genere, un plot perfettamente confezionato, una suspence che si mantiene costante, alimentando la curiosità. Notevole anche l’ambientazione, una Varsavia post-comunista in piena ricostruzione, punteggiata da nuovi blocchi periferici, inquieta nei suoi mille cambiamenti, nel tentativo di ritrovare un’identità stabile. "Dall’inizio del 2006", così spiega l’autore nelle note finali, "la linea 12 ha smesso di esistere". Lo si afferma con un vago senso di malinconia per l’importanza che il 12 ha sulla trama del romanzo, rappresentando l’inizio di tutto. Numerose e approfondite le ricerche sulla città di Varsavia e sui suoi trasporti urbani, sul mondo delle ferrovie e dei tram elettrici, come è giusto e si conviene prima di ‘imbracciare la penna’.

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