Via della trincea

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Via della trincea

Cosa puoi fare se tuo marito Matti Virtanen, quello che da ragazzini al raduno rock ti si è piantato davanti e dentro alla tua canadese, il fidanzato di sempre e il padre di tua figlia, un bel giorno ti tira un pugno? Ti stavi lamentando perché non esce mai di casa se non per correre - dice di voler “trasformarsi in uno spirito che si libra da terra”, fa spesso considerazioni assurde e strampalate - e non gli interessa affatto aiutarti a realizzare il sogno di tutta la tua vita, l’acquisto di una villetta con alberi di melo e un’altalena per la piccola Sini. In effetti, ripensi subito dopo essere corsa a rifugiarti da tua sorella, mentre la bambina non fa che chiedere di lui e tu non sai quanto cavolo ci vada in uno sformato di cavolo dato che ha sempre cucinato Matti, hai osato dargli del perdente proprio un momento prima che una di quelle manine sante che vi avevano deliziato entrambe per anni ti colpisse in testa, e ti facesse caracollare a terra sbattendo prima sullo spigolo dell’armadio…
La via del titolo è dove, in questo secondo romanzo di Kari Hotakainen tradotto in italiano (il primo era Colpi al cuore sempre per Iperborea), sono costruite delle villette a schiera che il governo finlandese ha regalato ai reduci della II guerra mondiale, case singole tipo quelle che il protagonista Matti, carpentiere improvvisatosi massaggiatore erotico e ricettatore, vuole avere a tutti i costi purché moglie e figlia tornino a vivere con lui dopo averlo abbandonato. L’eccentricità di Matti non è molto diversa dalla follia dei suoi vicini di casa o degli agenti immobiliari, gli altri personaggi della quotidianità psicotica che Hotakainen fa parlare e descrive con estrema ironia e arguzia all’interno di un’apparente trama amorosa, incastrando tutti tra un parco e una tangenziale con caffetteria annessa, realissimi e convincenti. Si tratta di varia umanità formata - o deformata - secondo leggi e convenzioni che spesso umane non sono, modelli effimeri e fugaci basati sul possesso, cui bisogna attenersi per non essere perdente, o “sfigato”, come intende la parola “loser” (perdente in inglese) Paolo Nori nel suo dotto e divertente scritto in fondo al volume. Con Via della trincea Hotakainen ha vinto il Premio Finlandia e il Premio del Consiglio Nordico.