Il barone rampante
Italo Calvino con la leggerezza e la poesia di un’avventura ci lascia un testo denso e senza tempo. È l’autore stesso che presentando il libro ci ha fornito una chiave di lettura interessante dicendo che “La prima lezione che potremmo trarre dal libro è che la disobbedienza acquista un senso solo quando diventa una disciplina morale più ardua e rigorosa di quella a cui ci si ribella”. Cosimo non si ribella alla famiglia - tantevvero che dai rami più vicini alla sua casa partecipa alle feste, alle vicende dei suoi, e da quelli vicini alla chiesa assiste alla messa. Cosimo mantiene quindi gli affetti ma si ribella alle regole assurde, quelle che arrivano dall’alto, imposte dalla forma e senza un senso. Nel romanzo sono importantissimi anche gli altri personaggi - che accettano la diversità e la stranezza di Cosimo, l’integrità e le mille risorse che lui mostra per prestare fede ad una promessa ma soprattutto alla voglia di vivere la sua vita, non quella imposta. Calvino riesce con una maestria unica a tessere i fili di questa storia inserendo ad esempio l’amore per le lettere, la cultura, la scrittura e i classici evidenziando come possano rendere migliori le persone e le loro anime. Il romanzo, scritto nel 1957, è uno dei massimi esempi di come la narrativa fiabesca possa descrivere la natura dell’uomo con estrema lucidità.
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