The Dome
La città di Chester’s Mill un bel giorno si trova sotto una cupola che la isola dal mondo. L’insolita copertura è costituita di un materiale inscalfibile, che non può essere intaccato da nessun arma, nemmeno da missili a testata nucleare. Nel piccolo paesino si formano due fazioni: i buoni e i cattivi. I primi sono rappresentati da Dale Barbara, marine reduce dall’Iraq, investito per l’occasione nientemeno che dal presidente degli Stati Uniti della carica di colonnello e da Julia Shumway, la rampante giornalista del quotidiano locale. I secondi sottostanno alla megalomania del sindaco Howard Perkins e del suo esercito di poliziotti, molti dei quali si arruolano volontariamente per vessare con la forza i civili. L’isolamento forzato porta a un'escalation di omicidi, soprusi e situazioni al limite della follia: riusciranno i buoni a scoprire da dove viene l’energia che tiene in scacco la città senza essere trucidati dal mini esercito privato del sindaco?
Che Stephen King sia il re dell’horror non c’è dubbio: la sua produzione gli conferisce lo status di classico contemporaneo. In questo ultimo tomo la brillante idea iniziale sia però trattata con un’eccessiva proliferazione di inutili personaggi e microstorie che disperdono il lettore in centinaia di pagine a dir poco rococò è altrettanto evidente. Il meccanismo della morte plateale del vecchietto o del bambino che non trova la strada di casa hanno fatto il loro tempo, diciamolo. Restano comunque dei punti convincenti, soprattutto l’inizio a più voci e la cavalcata conclusiva al cardiopalma. La soluzione finale si rivela tuttavia sbrigativa e dopo aver penato per più di mille pagine (la mole del libro sta infatti dalle parti di It), il lettore resta spiazzato per la velocità con cui il Re risolve e mette nel cassetto l’ennesimo bestseller - non a caso uscito prima delle festività natalizie. Il fan esperto dopo un quarto di libro potrà già scommettere sulla fine dei vari personaggi e pur con qualche sforzo riuscirà ad anticipare pure il finale; il neofita resterà forse abbagliato, ma per leggere il vero horror à la King si consiglia di pescare dalle chicche degli anni '80, con buona pace di Steven Spielberg che da The Dome sta traendo una serie televisiva. Più che sfornare un libro all’anno, se la qualità media deve scendere, meglio fare economia e ritornare alle meraviglie di qualche migliaio di pagine fa. Non del tutto convincente.

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