Emmaus
Emmaus è il villaggio che nel Vangelo secondo Luca è teatro di uno degli episodi più suggestivi delle Nuove Scritture: Gesù è stato crocifisso tre giorni prima ed è appena scomparso dal sepolcro. Due suoi discepoli sono in cammino e parlano tra loro degli eventi convulsi e drammatici delle ultime ore. Cristo, risorto, si unisce a loro lungo la via, ma i discepoli non lo riconoscono e raccontano i fatti memorabili dei quali sono stati testimoni a quello che a loro sembra solo un pellegrino qualsiasi. Dopo un po' Gesù fa per lasciarli, ma i due lo pregano: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”. Allora lui accetta di fermarsi qualche momento per dividere con loro un breve pasto, e quando spezza il pane viene finalmente riconosciuto. Proprio in quell'istante, scompare. L'amore, il senso, la verità sono sempre davanti a occhi ostinatamente ciechi, sembra farci dire Alessandro Baricco dai suoi zelanti ma tormentati teen-apostoli, che predicano l'ascesi e vanno a trans, che hanno la pretesa di giudicare e 'convertire' una madre e al tempo stesso ne desiderano dolorosamente la figlia. Del resto questo è da sempre territorio scivoloso, facile alle contraddizioni. Senza scomodare l'ascesi come dominio sadico di nietzscheana memoria, basta vedere come in questo romanzo l'ascesi sia rintracciabile al tempo stesso nella mortificazione e nell'esaltazione dei sensi, nella verginità e nella promiscuità: il punto d'incontro è tra le figure del Santo e di Andre, ma anche nella storia scioccante del concepimento della ragazza. Oltre che lo splendido apologo evangelico, il titolo e le atmosfere del libro richiamano alla memoria il movimento dei Compagni di Emmaus fondato dall'Abbé Pierre (figura mitica del cattolicesimo 'di sinistra'), che nel 1954 guidò la famosa 'insurrezione della bontà' e negli anni '70 fece breccia nel cuore di centinaia di migliaia di giovani in tutta Europa. Ecco, qui c'è forse il merito più grande di questo breve romanzo splendidamente scritto e dall'appeal un po' fetish: far rivivere con sorprendente energia la stagione indimenticabile dell'irruzione delle chitarre in chiesa, delle messe traboccanti giovani, dell'illusione di poter trovare una sintesi tra visione cristiana e visione libertaria del mondo e trovarla nella prassi politica, nella società viva. Unica - ma grave - nota di demerito per l'assenza di una vera IV di copertina (sullo sfondo bianco campeggia la solita breve citazione che fa intellettuale da morire ma non serve a nulla) e di qualsiasi altra informazione editoriale nelle bandelle: sembra minimalismo chic, ma è solo insopportabile snobismo.
acquista:

Enrica Bonaccorti vi consiglia: 

