Uwe Timm
"Se si uniscono mio padre e mia madre e poi si scuote ben bene, ecco che cosa viene fuori: me".
Uwe Timm nasce ad Amburgo il 30 marzo 1940. Dopo un apprendistato come pellicciaio ed aver conseguito faticosamente il diploma di maturità nel tardo 1963 - nonostante l’abbandono ripetuto degli studi - Uwe si trasferisce a Monaco dove si iscrive alla facoltà di Filosofia e Germanistica. Il successivo soggiorno a Parigi e l’interesse di Timm per il mondo letterario lo porteranno a stendere una tesi di laurea sul francese Albert Camus, del quale l’autore condivide la condizione di “straniero” di fronte all’assurdità del mondo. Sempre negli anni universitari la figura di Timm si contraddistingue per l’acceso attivismo politico: il 2 Giugno 1967 l’autore partecipa insieme a Benno Ohnesorg alla manifestazione contro la visita dello Scià di Persia a Berlino ed è proprio in quella occasione che il verificarsi di un tragico incidente, l’uccisione del compagno Benno, diventerà lo spunto principale per l’opera L’amico e lo straniero, pubblicata da Timm nel 2005 e tradotta in Italia presso Mondadori nel 2007. Tuttavia la gavetta di Uwe prima della popolarità internazionale è durata decenni, basti pensare che i suoi primi scritti risalgono agli anni ’70, con scarsissimo successo di pubblico. Sarà solo con l’affievolirsi della vena critica dell’autore e l’interesse per il panorama letterario infantile che l’orizzonte di possibilità di Uwe va ampliandosi, sino ad arrivare al successo a fine anni ottanta con il libro Mimmo Codino, tradotto in Italia per Einaudi nel 2003. Forte del consenso del pubblico Uwe pubblica negli anni che vanno dal 1993 al 2001 una serie di tre romanzi tradotti in Italia da Matteo Galli per la casa editrice Le lettere. I tre volumi hanno molto in comune ed esprimono pienamente le capacità letterarie dell’autore e le tematiche centrali nei suoi testi. Timm riconosce molta importanza ai particolari del quotidiano, quasi a fondare un’estetica delle piccole cose, un concatenarsi di eventi e fatti minori che, grazie all’aiuto della fantasia, danno vita a racconti avvincenti e dagli sviluppi imprevedibili. L’uso dei dialoghi sia in forma diretta che indiretta ribadisce l’attaccamento dell’autore alle forme del quotidiano, uso che dà luogo inoltre ad un piacevole alleggerimento narrativo della pagina, spesso ricca di digressioni alle volte complesse e strutture narrative labirintiche e dal doppio fondo. Un’altra similitudine che unisce tra loro le tre opere edite da Le lettere è la tematizzazione delle città tedesche, in particolare Amburgo, Monaco e Berlino, che fungono da sfondo alle narrazioni. Va detto inoltre che il tratti biografici reperibili nelle opere di Timm sono molteplici, tutti i protagonisti delle stesure sono infatti riconducibili alla figura dell’autore; tanto più nel caso di Come mio fratello, testo edito da Mondadori nel 2005 che ripercorre da un lato le vicende che portarono all’uccisione di Karl-Heinz - fratello di Uwe - arruolatosi volontario nella divisione "Totenkopf" delle SS e morto a 19 anni in Ucraina, e dall’altro i rapporti familiari dell’autore. Fuori da movimenti letterari, schemi e logiche, Uwe Timm esercita tutto il fascino della propria unicità.
I libri di Uwe Timm

Isabella Rossellini vi consiglia: 



